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Turismo, Arte e Cultura: cosa prevede il Piano Colao

Scritto da Redazione , 09/06/20

Iniziative per il rilancio Italia 2020 - 2022

L’obiettivo dell’insieme delle iniziative proposte dal Comitato è quello di accelerare lo sviluppo del Paese e di migliorare la sua sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Piano Colao: obiettivi

L’obiettivo ultimo da perseguire nella fase di ripresa dopo il lockdown è quello di potenziare le infrastrutture economiche e sociali del Paese, e investire le risorse disponibili, oltre che nelle misure di sostegno immediato a persone e mondo produttivo, in azioni trasformative che rendano l’Italia:
Più resiliente a futuri shock di sistema;
Più reattiva e competitiva rispetto alle trasformazioni industriali e tecnologiche in corso;
Più sostenibile ed equa per limitare gli effetti degli shock sulle fasce più vulnerabili della popolazione e scongiurare un indebolimento strutturale dei fattori “primari” dello sviluppo (capitale economico, capitale umano, capitale sociale e capitale naturale).

Piano Colao: tre assi di rafforzamento

Nella visione dell’Italia del futuro adottata dal Comitato e per realizzare gli obiettivi descritti le raccomandazioni si sono ispirate quindi a tre “assi di rafforzamento” per la trasformazione del Paese:
Digitalizzazione e innovazione di processi, prodotti e servizi, pubblici e privati, e di organizzazione della vita collettiva.
Rivoluzione verde, per proteggere e migliorare il capitale naturale di cui è ricco il Paese, accrescere la qualità della vita di tutti e generare importanti ricadute economiche positive nel rispetto dei limiti ambientali.
Parità di genere e inclusione, per consentire alle donne, ai giovani, alle persone con disabilità, a chi appartiene a classi sociali e territori più svantaggiati e a tutte le minoranze di contribuire appieno allo sviluppo della vita economica e sociale, nel rispetto del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione.

Il piano di rilancio: cosa prevede

Per conseguire gli obiettivi e gli imperativi indicati, il Comitato propone gli elementi per formulare in tempi rapidi un piano di rilancio in grado di innescare trasformazioni profonde del sistema socioeconomico italiano e comunicabile nel suo insieme per generare fiducia nel Paese, sia internamente sia in campo internazionale. Il piano è articolato in sei aree di azione riguardanti:
Le Imprese e il Lavoro, riconosciuti come motore della ripresa, da sostenere e facilitare per generare profonde innovazioni dei sistemi produttivi.
Le Infrastrutture e l’Ambiente, che devono diventare il volano del rilancio, grazie alla rapida attivazione di investimenti rilevanti per accelerare la velocità e la qualità della ripresa economica.
Il Turismo, l’Arte e la Cultura, che devono essere elevati a brand iconico dell’Italia, attraverso cui rafforzare sistematicamente l’immagine del Paese sia verso chi risiede in Italia, sia verso i cittadini di altri paesi.
La Pubblica Amministrazione, che deve trasformarsi in alleata di cittadini e imprese, per facilitare la creazione di lavoro e l’innovazione e migliorare la qualità di vita di tutte le persone.
L’Istruzione, la Ricerca e le Competenze, fattori chiave per lo sviluppo.
Gli Individui e le Famiglie, da porre al centro di una società equa e inclusiva, perché siano attori del cambiamento e partecipi dei processi di innovazione sociale.

Turismo, Arte e Cultura: brand del Paese

Questo settore non solo contribuisce in maniera estremamente significativa al Pil e all’occupazione dell’Italia, ma rappresenta più di ogni altro il brand del nostro Paese, la dimensione distintiva che lo rende unico al mondo. È il settore in cui, per natura e per storia, l’Italia ha una quota irraggiungibile di beni di interesse mondiale e ha saputo creare uno straordinario appeal culturale ed esperienziale universalmente apprezzato. L’identità e l’immagine – ma anche l’auto-percezione di sé – dell’Italia sono indissolubilmente legati all’apprezzamento e al successo di questo settore, indebolito nel passato dalla frammentazione delle competenze, da qualità e professionalità disomogenee delle risorse umane, e da un persistente sotto-investimento. Il Comitato avanza proposte riguardanti sia la necessità di mitigare con la massima urgenza gli effetti del blocco dei viaggi e del turismo, sia le opportunità di riconfigurazione e rafforzamento a medio termine necessarie per riaccendere un motore della ripresa e soprattutto proteggere, arricchire e valorizzare al meglio un patrimonio unico al mondo.

Turismo, Arte e Cultura: quattro obiettivi

Le iniziative proposte dal Comitato riguardano quattro obiettivi:
• La difesa della stagione turistica 2020 e della percezione internazionale dell’Italia per il rilancio del 2021.
• Una nuova governance e strategia per il turismo, per garantire la valorizzazione e la gestione ottimale di un settore che presenta complessità – principalmente legate all’estrema frammentazione territoriale e varietà di attività comprese – decisamente uniche. Gli interventi in tal senso potrebbero comprendere: la creazione di un presidio governativo speciale, che abbia in carico il coordinamento del rilancio del settore nel prossimo triennio (e la definizione di interventi prioritari da finanziare con i fondi europei), l’articolazione di un piano strategico di medio-lungo termine che punti a un approccio più orientato “al valore/alla qualità” e a un innalzamento degli standard di sicurezza e il lancio di un piano di comunicazione da attuarsi attraverso le strutture periferiche coinvolte nel settore (a partire dalle sedi diplomatiche).
• La valorizzazione e lo sviluppo dell’offerta del Paese, che affronti anche il rafforzamento dell’imprenditoria turistica (incentivando il consolidamento del settore ricettivo), il miglioramento dei collegamenti infrastrutturali chiave relativi alle aree/poli turistici ad alto potenziale e ad oggi mancanti e il finanziamento della formazione turistica per garantire efficacia e capacità di rinnovamento a lungo termine del settore e dei suoi addetti.
• Una forte valorizzazione del patrimonio artistico e culturale (vero DNA del Paese e fonte primaria di attrattività turistica dell’Italia), agendo sul fronte sia delle risorse tramite la creazione di un piano integrato di attrazione dei capitali privati per rafforzare la dotazione dedicata ad Arte e Cultura (ad es. impact investment), sia della governance di gestione degli enti artistici e culturali, sia, infine, sul fronte delle competenze (integrando l'offerta artistica e culturale esistente – ad es. musei – con percorsi formativi universitari o di formazione specialistica).

FONTE: Rapporto finale Comitato di esperti in materia economica e sociale

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