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Musei digitali: la tecnologia a supporto della cultura

Scritto da Redazione , 12/03/20

Musei digitali, la sfida è l'esperienza interattiva dei visitatori.

Garantire ai visitatori un’esperienza che faccia da via d’accesso ai contenuti e usare gli strumenti digitali per assecondare una diversa trasmissione di senso. E’ questa la sfida che musei e luoghi della cultura italiani devono vincere.

Musei virtuali e piattaforme digitali: obiettivi

Ma quali sono gli obiettivi principali che dovrebbe porsi un "museo digitale"? Tra i più importanti:

  • Attirare nuovi pubblici.
  • Migliorare l’esperienza della visita del museo in loco.
  • Incoraggiare l’apprendimento e la creatività.
  • Coinvolgere l’utente nell’interazione e partecipazione.
  • Dare visibilità al lavoro teorico e scientifico.

Perché se si vuole uscire dal pubblico tradizionale, interessato ai contenuti in quanto tali, sempre meno assiduo e di età crescente, occorre proporre nuove ragioni di visita. Per i visitatori il tempo da dedicare a un Museo è alternativo allo shopping o al breve corso per fare la pizza, nulla di necessario e solo una scelta possibile tra ciò che l’Italia offre, e se non può essere raccontato come esperienza non merita attenzione.  L’esperienza diventa la via d’accesso privilegiata al contenuto.

Queste nuove categorie di visitatori e turisti non sono attratti da una struttura a Roma o a Palermo solo perché lì c’è qualcosa da ‘vedere’ ma piuttosto perché c’è qualcosa da ‘fare’. Privilegiano la relazione alla fruizione, l’interazione alla contemplazione. Una volta si tornava a casa raccontando quello che si era visto, magari con foto e diapositive, oggi si racconta in tempo reale sui social quello che si fa e con chi lo si fa. Dunque valgono gli incontri, più dei luoghi.

Per assecondare questa diversa trasmissione di senso si usano contenuti e tecnologie digitali in grado di interagire con i visitatori già nella fase di pre-visita quando, ad esempio, possono verificare le proprie aspettative e sedare le ansie studiando le recensioni e i percorsi di Google Art. Sempre attraverso le piattaforme avviene l’acquisto del biglietto e di molti servizi accessori. Ci sono poi casi di successo come l’app-gioco ‘Father and Son’, con oltre 3 milioni di download nel mondo, che consente ai giocatori di sbloccare alcuni livelli di gioco solo entrando nel magnifico Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Nelle visite, le tecnologie digitali modellano contenuti e esposizione su misura del visitatore. Le applicazioni di realtà aumentata (AR) e virtuale (VR) rendono l’utente protagonista attivo di storie e percorsi capaci di trasmettere il senso dei luoghi con un linguaggio immediato; i beacon orientano e mandano contenuti push, come accade al museo della Scienza e della Tecnica di Milano; i braccialetti con sensori consentono di attivare contenuti personalizzati, ad esempio, per lingua o fascia di età, e allo stesso tempo raccogliere dati sui tempi di permanenza, le opere di interesse, etc.

Ecco ancora le visite in soggettiva degli spazi non accessibili al pubblico del Teatro la Scala coi i visori VR in cui i visitatori possono scoprire il teatro accompagnati dalla prima ballerina; le ricostruzioni digitali delle Terme di Caracalla e della Domus Aurea; la consegna di un passaporto ai visitatori del Museo del Mare di Genova affinché nel percorso di visita facciano esperienze ispirate a quelle dei migranti italiani sui transatlantici diretti verso le Americhe. E la splendida riproposizione in VR e AR dell’Ara Pacis nei colori originari, con l’incontro con Augusto e la partecipazione in prima persona ai sacrifici rituali.

Sono applicazioni che trasmettono contenuti altrimenti impossibili da fruire portandoli nella vita del visitatore.

Musei e tecnologie digitali: social network

Il sito web di un museo deve aggiungere valore alle visite e rafforzare le relazioni tra visite reali e virtuali, facendo percepire al pubblico la sensazione di vivere il museo. Ma la presenza sul web non è sufficiente! I Social Network sono diventati strumenti di business la cui importanza continua a crescere. I Social Network sono conversazione, interazione, il nuovo canale di comunicazione per eccellenza.

I musei digitali utilizzano molto Twitter, data la sua immediatezza e diversità “concentrata”. Le istituzioni culturali sfruttano questa rete proponendo gli aspetti più rilevanti che riguardano mostre o esposizioni. Inoltre, interagiscono con gli utenti rispondendo in tempo reale alle domande fatte. Oppure vengono retwittati convegni, conferenza e congressi che hanno avuto luogo all’interno del museo.

Anche Facebook è una buona fonte di interazione con gli utenti; è molto più visiva, ma non così dinamica come Twitter. Instagram è un altro fantastico modo di sfruttare il mondo digitale per migliorare la comunicazione attraverso la condivisione di immagini.

Il museo digitale deve ora educare i propri visitatori a saper usare al meglio gli strumenti digitali a disposizione.

Musei digitali in Italia: situazione attuale

Italia vanta 4.908 musei, aree archeologiche, monumenti e ecomusei aperti al pubblico: un patrimonio diffuso su tutto il territorio, con visite in costante aumento ma che ancora fatica a entrare nell’era della digitalizzazione: solo il 10% delle strutture dispone di un catalogo scientifico digitale del proprio patrimonio e meno del 45% usa tecnologie interattive e strumenti digitali che consentono di arricchire l’esperienza di visita. Lo rivela il Rapporto Istat “L’Italia dei musei”, l’indagine censuaria condotta con cadenza annuale dall’Istat e che offre una descrizione dettagliata, aggiornata al 2018, di tutti i musei e le altre strutture a carattere museale presenti in Italia.

Nonostante la progressiva diffusione e applicazione delle tecnologie digitali nel mondo museale, in Italia solo un museo su dieci (10,4%) ha effettuato la catalogazione digitale del patrimonio posseduto. Di questi, circa un terzo (37,4%) ha già completato il processo di digitalizzazione, due terzi hanno avviato le attività di digitalizzazione ma hanno coperto circa il 50% dei beni e delle collezioni disponibili.

L’utilizzo da parte dei musei italiani di tecnologie interattive e strumenti digitali che consentono di arricchire l’esperienza di visita e l’engagement del pubblico appare ancora limitato: solo la metà delle strutture censite (44,7%) mette a disposizione almeno un dispositivo tra smartphone, tablet, touch screen, supporti alla visita come sale video e/o multimediali, tecnologia QR Code e percorsi di realtà aumentata.

Se la comunicazione e l’informazione onsite presenta ampi margini di sviluppo, la comunicazione online coinvolge un numero sempre più ampio di strutture: la metà degli istituti ha infatti un sito web dedicato (51,1%) e il 53,4% un account sui social come Facebook, Twitter, Instragram.

È raddoppiato in tre anni il numero di strutture che offrono la possibilità di comprare biglietti online – dal 6,6% del 2015 al 14% nel 2018 – mentre cresce il numero di strutture che mettono a disposizione della propria utenza la connessione wifi gratuita (dal 18,6% del 2015 al 25,1% del 2018). Il 38,4% degli istituti museali pubblica sul web link a mappe digitali e/o coordinate geografiche utili alla geolocalizzazione della struttura e un museo su dieci (9,9%) offre la possibilità di visitare virtualmente il proprio istituto.

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