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Inaugurata la sala del Museo di Pergola dedicata ai Bronzi dorati

Pergola, (Pesaro e Urbino) 4 mesi fa Tempo di lettura: meno di 1 minuto

Lo splendore dell’unico gruppo in bronzo dorato giunto dall’età romana ai nostri giorni ha una nuova sala espositiva al Museo di Pergola, in provincia di Pesaro Urbino. 

Una nuova sala immersiva firmata Paco Lanciano, professionista di fama internazionale, consulente, tra gli altri, di Piero Angela, di Quark e Superquark, per un grande progetto che presenta in modo del tutto originale e innovativo l’Oro di Pergola: 9 quintali di bronzo e oro forgiati con maestria ed eleganza oltre 2000 anni fa, esaltati da moderne tecnologie. 

Applicazioni illuminotecniche d’avanguardia realizzate da Recanati Effetto Luce, l’azienda che ha lavorato anche per il Louvre, e la proiezione di un filmato a supporto dell’istallazione multimediale in un ambient coinvolgente che ci conduce in un viaggio nel passato, tra arte e cultura. 

Il Museo di Pergola, gestito da Confcommercio Marche Nord, vive sotto una nuova luce grazie ai lavori ideati e diretti da Paco Lanciano che dopo gli innumerevoli successi, tra cui gli allestimenti di Palazzo Valentini e dei Fori di Augusto e di Cesare, ha lavorato per Pergola e i suoi Bronzi: «Sono molto contento di aver scoperto Pergola e il suo museo, e conosciuto una comunità che ha il grande desiderio di far conoscere questo tesoro. Con l’aiuto della tecnologia ho cercato di farli “parlare” per raccontarci la loro storia, affinché i visitatori possano apprezzarne appieno il valore. Grazie alla multiproiezione si scoprono tanti segreti che rendono ancor più spettacolari ed interessanti questi reperti riemersi dopo secoli dal terreno, che riescono ad emozionarci parlandoci di un mondo lontano eppure ancora così affascinante per tutti noi. La tecnologia al servizio dei beni culturali, per far avvicinare tutti noi alla storia. Una presentazione capace di coinvolgere anche gli studenti, di appassionarli. Un lavoro unico come unici sono questi reperti».

I lavori sono stati realizzati con i fondi dell'Amministrazione e col contributo del Fondo Europeo di sviluppo regionale, in collaborazione col MiBAC e la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio delle Marche.

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