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Itinerari

Primavera sul Tirreno calabrese: 10 borghi in 7 giorni

Scritto da Eliana Iorfida, 10/03/17

Questo post è dedicato agli amici che, ViaggiArt in tasca, desiderano godere della primavera sulTirreno calabrese nel pieno delle fragranze, dei sapori e delle fioriture del periodo, tra scorci mozzafiato lontani dal turismo estivo di massa.

La nostra bussola ha selezionato per voi 10 borghi in 7 giorni, in un itinerario che – come si conviene in una terra la cui conformazione montana si tuffa in spiaggia in una manciata di minuti – contempla tanto la visita ai borghi arroccati, quanto quella alle marine incendiate di tramonti.

 

Calabria on the road, da Diamante a Scilla

1.  Il nostro “top ten tour” alla scoperta del tirreno calabrese parte da Diamante, patria del peperoncino ma non solo. Dalla sua costa frastagliata scorgiamo l’Isola di Cirella, la maggiore delle isole calabresi. L’isolotto calcareo, che odora di limoni ed euforbio, vanta una torre saracena e porta lo stesso nome del sito archeologico che svetta sul promontorio, il borgo bizantino-normanno noto come Ruderi di Cirella. Raggiungiamo infine il centro storico di Diamante e ci perdiamo tra i vicoli affrescati, un tripudio di colore che vale alla località il titolo di Città dei murales.

2. Riprendiamo il viaggio verso sud e dedichiamo un giorno all’abbinata Belvedere MarittimoCetraro. Il primo borgo ci accoglie con l’imponenza del Castello Aragonese e il fascino del Convento dei Cappuccini, dove è custodita una reliquia di San Valentino. Cetraro, che già a nominarlo profuma d’agrumi, stupisce per innovazione, con l’imperdibile Museo dei Brettii e del Mare, e per tradizione, con un abitato di assetto medievale e i bei palazzi nobiliari.

3. Il terzo giorno lo dedichiamo interamente a Paola, “Città di San Francesco”, e ai luoghi suggestivi, immersi nella natura e nella contemplazione, segnati dal passaggio del Patrono di Calabria: dal grande Santuario coi suoi anfratti di preghiera alla Casa Nataledi San Francesco, passando in rassegna le bellezze del centro storico.

4. Lasciamo la provincia di Cosenza con una perla d’arte, storia e cultura dell’accoglienza: il borgo di Fiumefreddo Bruzio, candidato quest’anno “Borgo dei borghi” e patria adottiva del pittore siciliano Salvatore Fiume, che in questo centro di pescatori arroccato attorno al Castello della Valle ha lasciato tracce preziose del suo passaggio.

5. Il Tirreno vibonese, alias “Costa degli Dei”, ci regala lo splendore imperdibile dei tramonti sospesi tra Pizzo Calabro, Tropea e le falesie di Capo Vaticano. In un giorno riusciamo a concentrare la visita al centro storico di Pizzo – col Castello Murat, la piazzetta affacciata sul mare e la sorprendente Chiesetta di Piedigrotta scavata nel tufo – a una passeggiata pomeridiana tra i negozi e le botteghe di Tropea, salutando la sera che scende sullo scoglio di Santa Maria dell’Isola.

6. Lanciati verso l’estremità meridionale della Calabria tirrenica, raggiungiamo la provincia di Reggio Calabria e dedichiamo un giorno intero a Palmi e Seminara. La città di Palmici riserva uno straordinario tuffo nel passato con la visita al Parco Archeologico di Tauriana e al Tempio di San Fantino. D’obbligo fare tappa alla Casa della Cultura “Leonida Repaci”, contenitore d’arte contemporanea, oltre che museo di una delle tradizioni più importanti di Calabria e Patrimonio UNESCO: la “Varia di Palmi”. Seminara è sinonimo di ceramica, qui possiamo acquistare qualche pezzo d’arte pregiato, ricco di simboli e colori del sud.

7. Giunti nella mitologica Scilla, che guarda il dirimpettaio “mostro marino” di Cariddi, sulla sponda sicula, ci sentiamo già rapiti dalle antiche leggende che aleggiano sullo Stretto. Dopo aver fatto visita al Castello Ruffo che, ben conservato, domina l’abitato e la costa dall’alto della sua rocca, concludiamo con una cena romantica a Chianalea, l’antico borgo di pescatori con le case bagnate dal mare noto anche come “Piccola Venezia del sud”.

 

Nota gastronomica

Il Tirreno calabrese è un tripudio di sapori e i profumi della cucina tradizionale. Da nord a sud assaggeremo piatti tipici a base di Peperoncino di Diamante, pesce e frutti di mare, paste e minestre fatte in casa, Frittata di patate (senza uova) di Fiumefreddo Bruzio, verdure di stagione, Cipolla di Tropea, ‘Nduja di Splinga, Pecorino del Monte Poro, Tartufo di Pizzo e vini DOC.

 

Eliana Iorfida

 

Ph Pixabay: Scorcio panoramico dell’Alto Tirreno calabrese con l’Isola di Dino (Praia a Mare) sullo sfondo. 

Comune

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