Comune

Dronero

Dronero, (Cuneo)
Dronero (Droné in piemontese, Draonier in occitano) è un comune italiano di 7.360 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte. Dronero è situato all'imbocco della Valle Maira su un contrafforte roccioso alla confluenza del torrente Maira con il rio Roccabruna.Due strade provinciali lo collegano, la prima dopo 20 chilometri dal capoluogo di provincia, la S.P. 422, proseguente poi lungo la valle fino ad Acceglio, e la seconda, la S.P. 24, dopo 10 chilometri a Busca.Collocato in una posizione tale da avere un clima abbastanza salubre e piacevole tutto l'anno, ha un panorama che spazia dai monti San Bernardo, Roccerè, il Pelvo d'Elva, fino a raggiungere le cime del Cauri, della Bicocca e, in fondo alla valle, del monte Chersogno.Fa parte della comunità montana Valli Grana e Maira.StoriaLe prime popolazione accertate nelle vallate delle Alpi Marittime furono quelle di ceppo Celto-Liguri o Liguri Alpini; rispetto alle popolazioni nelle Alpi Centrali ed orientali, al tempo di Cesare, nelle Alpi Occidentali molte tribù si mantennero ostili all'espansionismo romano.Lo stesso Cesare fu ostacolato nell'attraversare le Alpi durante le campagne galliche, dai Ligures Comati o Capillati, come venivano chiamati dai Romani, che controllavano i valichi sul versante occidentale. Nel 14 a.C. con una vera campagna militare l'imperatore Augusto sottomise tutti i territori delle Alpi Occidentali che ancora resistevano.Le legioni romane portarono così la Pax Romana nel 173 a.C. al comando del sanguinario Marco Popilio Lenate, incendiando villaggi e massacrando gli abitanti. La pulizia etnica fu completata con il trapianto di popolazioni germaniche: è l'anno 12 a.C. quando Cassio Dione Cocceiano può scrivere nei propri resoconti storici Alpes Marittimae quas Ligures Capillati incoluerant, in servitutem redactae sunt (Le Alpi Marittime, che i Liguri Capelluti avevano abitato, furono ridotte in schiavitù) (Cassio Dione, LIV, 24).Non si hanno date precise che attestino l'anno della fondazione, ma si fa risalire la sua origine all'anno 1150 dall'unione dei due primitivi villaggi Ripoli e Surzana (quest'ultimo collocabile nell'area dell'odierna frazione di S. Ponzio nel comune di Roccabruna) che per proteggersi dalle continue incursioni e saccheggi si ritirarono su un triangolo di terra tra il Maira e il rio Rigamberto, l'odierno rio Roccabruna, cingendo poi il nuovo borgo di alte mura ancora oggi in parte visibili.Il documento più antico che fa riferimento a Dronero, risale al 1155, in cui una vendita di alcuni stabili da parte di Enrico di Montemale a favore del Monastero di Staffarda, viene stipulata ad Durcolium, attestando l'importanza che già aveva il nuovo nucleo a pochi anni dalla sua creazione. Doveva essere abbastanza grande ed importante per avere un notaio o un ufficio dove poter stipulare dei contratti di compra-vendita.L'etimologia della parola Dronero non è chiara: il nome Durcolium o Durconium o Durcognum, come è scritto nelle più antiche carte topografiche, non ha sicure origini. Diverse sono le ipotesi e ci sono varie possibilità di interpretazione. Secondo alcuni storici è da ricondurre al nome di Dragone, nobile della famiglia dei signori di Verzuolo, per alcuni fondatore della città; altri intendono Dronero come derivazione di Dragonerium, dal latino Draconanus, il soldato che portava l'insegna del dragone (per questa ipotesi si suppone che ci fosse nel periodo delle guerre goto-bizantine in zona un insediamento militare).Dal toponimo Draco, termine medievale indicante uno sperone roccioso sopra un impetuoso corso d'acqua, si potrebbe elaborare una terza ipotesi, forse la meno fantasiosa, considerando l'origine celtico-ligure del toponimo Durcolium. Il termine dur, cioè fiume, è alla base di molti toponimi nell'area celtica, come i nomi delle due Dora in Piemonte e della Dordogna in Francia; dalla forma thur viene il nome dei Taurini (come dire Galli insediati sul fiume, ovviamente il Po), e della città fondata dai Romani sul loro territorio, Augusta Taurinorum, oggi Torino. Colium con la sua terminazione latina cognum, da cui deriva il francese coin, angolo, corrisponde pienamente alla posizione geografica del borgo. Ovvero luogo costruito su un'altura o una roccia sopra, in questo caso, tra due corsi d'acqua.Fu una delle numerose villae novae, nate nell'epoca in cui diverse comunità piemontesi cominciarono a rivendicare le proprie libertà contro il potere feudale. Prima soggetta ai Marchesi di Busca, si liberò alleandosi con il comune di Cuneo, per finire sotto il controllo del Marchesato di Saluzzo, dalla metà del XIII secolo.Durata per circa quattro secoli portò da una parte ad un fervente sviluppo economico e culturale, grazie il contatto con la Provenza, ma dall'altro dato il carattere bellicoso dei Saluzzo, coinvolse il marchesato e di conseguenza il Borgo in continue guerre, in scorrerie di truppe mercenarie, di eserciti e in frequenti assedi. Lo storico Giuseppe Manuel di San Giovanni, vissuto tra il 1810 ed il 1886, autore di molti saggi di storia sul Piemonte, commentò con queste parole le attività dei droneresi che si distinsero in questi secoli di sviluppo culturale e guerre sanguinose, in particolare nel periodo sotto i marchesi di Saluzzo Lodovico I del Vasto e Lodovico II del Vasto:Nel 1601 passò con il Trattato di Lione al casato dei Savoia. Carlo Emanuele III di Savoia (1701 - 1773), nel 1749, concesse a Dronero il titolo di Città (previo pagamento di 70.000 lire del tempo), dando inizio ad un periodo di pace e di sviluppo che lo portò, con Cuneo, ad essere il centro più industrializzato del comprensorio. Il centro cittadino cominciò ad essere modificato, furono abbattute le mura interne e parte delle vecchie mura esterne, per rispondere alle nuove esigenze urbanistiche; il castello fu riconvertito ad ospedale e venduto al comune.Il forte impulso alle attività artigianali portarono parte di esse a trasformarsi in piccole industrie, in particolare nel settore tessile (come la produzione e lavorazione della seta, la tessitura del drap o fustagno) e la lavorazione del ferro, portando Dronero ad essere una delle zone, assieme a Cuneo, più industrializzate di quel periodo.Dal secondo Ottocento al primo Novecento l'area registrò un ulteriore incremento industriale e commerciale anche grazie l'interessamento di Giovanni Giolitti (Mondovì, 27 ottobre 1842 – Cavour, 17 luglio 1928), la cui famiglia era originaria della Valle Maira; entrato in Parlamento nel 1882 fu fino alla sua morte il deputato rappresentante del collegio elettorale di Dronero. In quei anni fu costruito il nuovo ponte sul Maira e l'ormai scomparso tratto ferroviario Busca-Dronero.Le due guerre mondiali colpirono gravemente la struttura socio-economica del paese, come tutta l'area montana delle valli cuneesi e non solo. I Droneresi, come gli abitanti della Valle Maira, non tradirono anche negli anni bui del fascismo, il loro spirito di uomini liberi.Nell'autunno del 1943 gli antifascisti locali salirono sui monti e diedero vita alle prime formazioni partigiane. Dronero pagò un pesante tributo: deportazioni a Mauthausen, fucilazioni, otto bombardamenti, dal 12 al 27 febbraio 1945, che causarono rovine, 38 morti e lo sfollamento totale della città. La Liberazione giunse finalmente il 26 aprile 1945. Dronero è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.Dronero modernaIl territorio conta un'area industriale in espansione, una fervente attività agricola specializzata in allevamento e colture particolari (come mele, pesche, kiwi). «Fiori all'occhiello» possono essere considerati, una delle sedi dell'Istituto di Formazione Professionale, e la recente costituita Tecnogranda S.p.A., società mista pubblico-privato nata da un accordo di varie realtà tra cui AFP Dronero, FinGranda, Politecnico di Torino.Attualmente Dronero ospita una comunità ivoriana foltissima, che ha cominciato a stabilirsi nel paese a partire dall'inizio degli anni 90 essendovi attratta dalla grande richiesta di manodopera per la raccolta estiva di frutta. Gli ivoriani costituiscono ormai oltre il 5% dei residenti.Per la cultura vanno ricordati il museo dedicato al pittore e storico dell'arte Luigi Mallé, il Centro Europeo intitolato a Giovanni Giolitti, e soprattutto L'Espaci Occitan, l'associazione di Enti pubblici del territorio occitano alpino, che ha l'obiettivo la promozione linguistica, culturale e turistica delle valli occitane.Arte e CulturaPonte VecchioPonte Vecchio, detto Del Diavolo. Ponte merlato caratteristico con le sue grandi arcate diseguali, ripreso come simbolo di Dronero in servizi fotografici e televisivi.L'arcata maggiore ha un diametro di circa 27 metri e uno larghezza di circa 6 metri; dai 18 metri dal livello delle acque, abbraccia due grandi canali irrigui (Comella e Presidenta). Fu costruito nel 1428 sul torrente Maira per favorire l'accesso a Dronero e alla valle per chi veniva dalla piana di Cuneo. Nel Archivio Comunale è conservata la pergamena originale della quietanza di 700 fiorini di un certo magister Antonius il quale si definisce magister pontis lapidum Dranerii.La quietanza fu rilasciata a Bernardo de Butinonis e a Domenico Poynta, Sindaci della Comunità di Dronero per la costruzione e le connesse opere. Sul pilastro dell'arcata minore in direzione del paese poggiava il ponte levatoio, il cui cardine di ferro è stato trovato sotto il manto stradale; fu soppresso nel 1810 quando venne ampliato il passaggio d'ingresso e ripristinate le merlature ghibelline a coda di rondine.Il nome è legato, come tanti altri ponti medievali, per la sua costruzione e le caratteristiche architettoniche, alla figura del Diavolo.La leggenda della costruzione del Ponte Vecchio di Dronero:La TorrazzaMuseo Luigi MalléInserito nel circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte, è stato fondato nel 1995 per volere testamentario dello storico d'arte Luigi Mallé. Comprende opere di pittura cinquecentesca e fiamminga, opere del Settecento e dell'Ottocento e di arte astratta del Novecento; orologi di bronzo e alabastro del secolo scorso; stampe rococò, foto d'epoca, arredi tardo settecenteschi, porcellane di Meissen.OnorificenzePersone legate a DroneroAldo Beltricco, alpino decorato al valor militare.Giovanni Giolitti (Mondovì, 27 ottobre 1842 – Cavour, 17 luglio 1928). Detto l'uomo di Dronero avendo nella Valle Maira le radici familiari e in Dronero il cuore del suo collegio elettorale. Dopo aver lavorato per ben vent'anni al ministero delle Finanze entrò in Parlamento nel 1882 come deputato per Dronero che rappresentò per il resto della vita. Valendosi della sua esperienza in materia finanziaria divenne ministro del Tesoro sotto Crispi nel 1889 e primo ministro nel 1892. Lambito dallo scandalo della Banca Romana, si dimise nel novembre del 1893. Tornò al governo sei anni dopo, sotto Zanardelli, come ministro degli Interni, sperimentando con successo una gestione dell'ordine pubblico improntata ad una visione liberale. È stato Presidente del Consiglio italiano per cinque volte. La sua lunga permanenza al potere dette il nome a un'epoca: " L'Italia giolittiana". Il suo lungo governo, provvido e fecondo, favorì una netta ripresa economica ed un maggior ordine sociale. Fu uno dei ultimi rappresentanti del liberalismo politico italiano, ormai messo a tacere dall'autoritarismo fascista.Ezio Mauro. Nato a Dronero il 24 ottobre 1948, ha iniziato la professione di giornalista nel 1972 alla Gazzetta del Popolo di Torino, seguendo, tra l'altro, le vicende legate al terrorismo politico. È poi passato a La Stampa, a Roma, come inviato di politica interna e in seguito ha svolto servizi ed inchieste all'estero, in particolare negli Stati Uniti. Nel 1988 ha iniziato la sua collaborazione con La Repubblica, come corrispondente dall'Unione Sovietica. Per tre anni ha seguito la grande trasformazione di quel paese nel periodo della Perestrojka. Il 26 giugno 1990 è tornato a La Stampa come condirettore, per poi assumere la carica di direttore il 6 settembre 1992. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Internazionale Ischia per il giornalismo. Dal 6 maggio 1996 è direttore di La Repubblica. Nel 1997 ha ricevuto il Premio Internazionale Alfio Russo per il suo contributo al giornalismo.Bartolomeo Pascali, letterato e grammatico italiano, rettore delle scuole saluzzesi, esponente dell'Umanesimo piemontese.Evoluzione demograficaAbitanti censiti Etnie e minoranze straniereSecondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 992 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Costa d'Avorio 284 3,88% Marocco 260 3,55% Romania 132 1,80% Albania 132 1,80%SportLa squadra di calcio della Pro Dronero milita nel campionato di serie D, punto più alto della propria storia.CronistoriaAmministrazioneNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ Comunità montana Valli Grana e Maira- Amministrazione - Statuto. URL consultato il 29 giugno 2011.^ Giuseppe Manuel di San Giovanni, Memorie storiche di Dronero e della valle di Maira, Torino 1868, Parte prima, p. 243^ Fonte: l'Istituto Professionale Alberghiero^ Sito Azienda di Formazione Professionale^ Sito Tecnogranda S.p.a.^ Sito Museo Mallé^ Sito Centro Europeo Giovanni Giolitti^ Sito Espaci Occitan^ Medaglia d'oro al merito civile Comune di DRONERO (CN)^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su DroneroCollegamenti esterniComunità Montana Valle MairaEspaci OccitanChambra d'OcNotizie su DroneroGrandain.comL'Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione "G. Donadio"AFP - Azienda di Formazione ProfessionaleTecnogranda S.p.a.Museo Luigi MalléCentro Europeo Giovanni Giolitti

Cosa vedere