Destinazioni - Comune

Poggio Imperiale

Luogo: Poggio Imperiale (Foggia)

Poggio Imperiale (Terranòve nel dialetto locale) è un comune italiano di 2.842 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Il paese è conosciuto con il nome di "Tarranòve", a causa della sua fondazione relativamente recente. Per via del casello autostradale posto sull'A14, la cittadina è detta "Porta della Puglia e del Gargano". Storia Il paese fu fondato nel 1759 dal Principe di Sant'Angelo dei Lombardi (AV) Placido Imperiale che fu attratto dalla posizione strategica della collina su cui oggi ha sede il centro abitato. Nel 1753 il Principe era diventato proprietario del Feudo A.G.P. (Ave Gratia Plena) che comprendeva diversi territori appartenenti al Comune di Lesina. Qui, dopo aver fatto disboscare una collina presente tra i territori di Lesina e Apricena, vi fece costruire una grande masseria con alcune case intorno. Nel 1759 il Principe Imperiale fece arrivare nel nuovo villaggio alcune famiglie provenienti da S. Marco in Lamis, Bonefro, Portocannone, Foggia, Bari e Francavilla, mentre due anni dopo invitò molti albanesi a vivere nel nuovo paese offrendo loro lavoro, vitto e alloggio. Inoltre, nel 1764, raggiunsero il borgo molte famiglie dal Principato Ultra del Regno di Napoli, che posero le basi per la costituzione di una consistente comunità amministrativa. Inizialmente villaggio dipendente da Lesina, già conosciuto come "Terranova", il 18 gennaio 1816 Poggio Imperiale divenne Comune autonomo. In tale anno il paese contava già 794 abitanti. Nel 1886, in occasione del centenario della morte del fondatore Placido Imperiale, fu posto nella piazza a lui dedicata un busto raffigurante il Principe. Monumenti e luoghi di interesse Santuario di San Nazario Martire Sorge presso una sorgente di acqua termale che origina il torrente Caldoli. Si racconta che il luogo fosse sacro già agli antichi greci. La sua notorietà è legata soprattutto alla tradizione che lo vuole visitato dal martire protocristiano Nazario, il quale avrebbe lavato i suoi piedi nella sorgente appoggiandosi su un cippo marmoreo. Questo cippo è ancora oggi conservato nel Santuario e, con il passare del tempo, è stato levigato dalla mano dei fedeli che si recano ivi in pellegrinaggio devozionale.. Altri monumenti La Chiesa Parrocchiale di San Placido Martire, dove è custodito un dipinto del Patrono risalente al XVIII secolo, donato dal Principe alla comunità terranovese e realizzato dal napoletano Francesco De Mura e il simulacro di Santa Filomena di Roma V.M. in legno policromo del XIX secolo realizzato dall'artista napoletano Giuseppe Catello. Al suo interno sono inoltre conservati i simulacri di san Placido, san Michele Arcangelo, sant'Antonio da Padova, Maria Immacolata, Madonna del Carmine, san Giuseppe e Gesù verso il Calvario, tutti realizzati ad Ortisei. Chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Piazza Placido Imperiale, dove è sita la damiera fissa più grande d'Europa. Il Monumento dei caduti nella seconda guerra mondiale, situato un po' più a sinistra della parte rivolta verso la Chiesa Parrocchiale di San Placido Martire. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 231 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Romania 89 3,14%; Albania 42 1,48%;ë Bulgaria 29 1,02%.ë Dialetto Il dialetto di Poggio Imperiale, localmente denominato "tarnuésë", costituisce un caso linguistico molto interessante, ma non ancora molto ben approfondito. Si tratta di una parlata che, al pari dello stesso comune, è definibile come relativamente “nuova”, perché originatasi anch’essa a partire dal 1759, anno dei primi insediamenti nell’attuale territorio. Anche la popolazione che vi si stabilì era pertanto “nuova”, proveniente in maggioranza dall’esterno del feudo (paesi limitrofi, Campania, Basilicata, Calabria, Albania, ecc.), e fu ovviamente necessario raggiungere ben presto un’unità linguistica oltre che amministrativa. Fondamentale al riguardo è stato l’apporto del Principe Placido Imperiale e del suo entourage napoletano, o comunque campano, e la conseguente venuta di numerose famiglie del Principato Ultra, corrispondente grosso modo alle attuali provincie di Benevento e Avellino: ne è conseguito che a prendere il sopravvento fu una parlata di tipo napoletano, o meglio “napoletaneggiante”, considerata da un lato “più pura e attuale” per l’epoca, e dall’altro un linguaggio “colto”, “forbito”, che distingueva i proprietari terrieri, i professionisti e gli amministratori dal resto della popolazione, e che nel giro di poche generazioni è divenuta il dialetto dell’intera comunità. A ciò si può aggiungere inoltre che il “napoletano” si è ulteriormente affermato a Poggio Imperiale in relazione alle frequentazioni dei suoi abitanti a Napoli per motivi di studio, ma anche per l’apprendimento delle arti e dei mestieri. Di conseguenza, mentre tutti i linguaggi del Gargano andrebbero classificati nel gruppo pugliese settentrionale, in particolare nel sottotipo “dauno”, Poggio Imperiale è invece linguisticamente esterno al Promontorio, presentando appunto una fenomenologia tipologicamente campana: ne è la prova il fatto che i dialetti parlati nei centri viciniori, come Lesina, Apricena, San Nicandro Garganico o San Paolo di Civitate, presentano ancora oggi delle diversità rispetto al "tarnuésë", nonostante la naturale tendenza all’omogeneizzazione. Le differenze più rilevanti attengono alla pronuncia vocalica, perché mentre nel foggiano (gia' a Lesina), come quasi in tutta la Puglia, nonché in parti di Abruzzo e Molise, è presente il c.d. “isocronismo sillabico”, che prevede la pronuncia chiusa di tutte le vocali in sillaba libera, terminante cioè con vocale, (ad es. “bé-ne”, “có-sa”), ed aperta di tutte le vocali in sillaba complicata, terminante per consonante, (ad es. “ròt-to”, “strèt-to”), a Poggio Imperiale vigono condizioni tipicamente campane, peraltro assai vicine all’italiano standard (ad es. “bène” ma “méttere”, “còsa”, ma “sótto”, ecc.), tra l'altro con molte delle difformita' proprie del campano rispetto all'italiano standard ("vèro" contro italiano "véro", nonche' i suffissi in -etto/-etta, pronunciati sempre aperti come "sigarètta"). Differenze si registrano, seppure in misura meno rilevante, anche nel lessico (ad es. “midollo” è reso a P.I. con mëdùllë, mentre a Lesina mëdòllë, “ossa” diventa òssërë a P.I. mentre jòssë ad Apricena), e nella cadenza, percepita spesso da chi proviene da fuori come “napoletana” o al massimo “molisana”. La colonia albanese poco ha lasciato delle sue tradizioni e del suo folklore, per la breve permanenza che ha avuto in questo paese. E’ rimasto solo qualche piccolo ricordo, nelle parole come kakagljë “balbuziente”, o chjatràtë “infreddolito” e poche altre, citate qualche volta dagli anziani. I pastori d’Abruzzo sono stati quelli che più profondamente hanno influenzato la lingua e le usanze durante il periodo della loro transumanza, perché essi si fermavano per circa tre quarti dell’anno nel territorio di Poggio Imperiale: le parole riflettono o le modeste usanze di casa: u ddaccialardë “il tagliere”, u tavelérë “la spianatoia”, rescekarà (con la s schiacciata alla napoletana sc)“risciacquare”, u fukarilë “il focolare” o “il camino”,o le attività di campagna: u necchiarekë “il prato non coltivato”, l’acchje “la bica di frumento”, i listrë “la resta del frumento". Inoltre c’è da ricordare a lòtë “il fango", a pertòsë “l’occhiello”, u kacciakarnë “il forchettone”, u zurrë “il becco”. Altri fenomeni, come la palatizzazione di si (trascì “entrare”), di s (ruscë “rosso”, ma cusì per “così”), e ancora di c (vascë, cascë vrascë per “bacio”, “cacio e “brace”), nonché l’uso della forma iévë pe pèrsë per “era perduto”, sono fatti tipicamente appenninici e pastorali. Dal napoletano è derivata una terminologia più o meno tecnica: il teniere ricorrente nelle Prammatiche del Regno di Napoli, per indicare “il calcio del fucile”, a mórra, per indicare una gran quantità di uomini e animali, a cùnnele, per indicare “la culla” etc. Nelle forme verbali è da notare la contrapposizione tra un napoletaneggiante àmma fa' festë (con il rafforzamento della m nella prima persona plurale), contro un appenninico magnàmë “mangiamo” (dove non avviene questo rafforzamento della m nelle stesse condizioni). Il pugliese di tipo foggiano è pure presente con pochi fatti, ma anche questi sostanziali: c’è da notare facimë “facciamo”, nzònghë “non sono”, l’è ddittë con due d per “l’ha detto” e così via. Note grammaticali Le vocali, nel dialetto di Poggio Imperiale, probabilmente proprio per la genesi recente del dialetto, non hanno subito un’alterazione della palatizzazione e una rottura con dittongazione (esempio: chéne “cane”, mére “mare”, chése “casa”; oppure maraite per “marito”, amoiche per amico etc.), ma hanno conservato il suono della |a| ed hanno matenuto il suono originario (esempio: cane, mare, vita, marito). Per quanto riguarda le vocali (è/ò), il poggioimperialese mostra dei fenomeni comuni a quasi tutti i dialetti centro-meridionali. Non presenta però il dittongamento del tipo napoletano, come ad esempio: suonne per “sonno”, bbuone per “buono”, tièmpe per “tempo”, mmièze per dire “in mezzo”, tu t’adduorme per “tu t’addormenti”, ecc. Il poggioimperialese, invece, ha mméze “in mezzo”, fóke “fuoco”, sónne “sonno”, tu t’addurme per “tu t’addormenti”, bbóne per “buono”, ma bbòne per “buona e buone”. Le vocali /é/>/i/ conservano lo stesso suono come ad esempio: acite “aceto”, mise “mesi” (ma al singolare mése “mese”); nire indifferentemente al singolare e al plurale “nero, neri”, al femminile però è diverso: nére per “nera” e “nere”; così pure avviene per parole come frisceke “fresco, freschi” e al femminile singolare e plurale frésceke “fresca” e “fresche”, sicche “secco, secchi” e al femminile singolare e plurale sécche per “secca” e “secche”. Si ricorda sempre che la /e/ senza accento finale di sillaba e di parola è muta. I pronomi personali nel nostro dialetto sono i seguenti: ije (io), tu (tu), jisse e jésse (egli, esso, ella, essa), nuje (noi), vuje (voi), lòre (essi, esse, loro). /ó/ >/u/, la ó si trasforma nella u come nel seguente esempio: nuje “noi”, vuje “voi”, sciure “fiori” (al singolare però resta immutato, in questo caso si dice scióre per “fiore”). Nepute resta invariato per singolare maschile e femminile al plurale “nipote, nipoti”. Al singolare femminile invece si dice nepôte “nipote. Le consonanti assumono anch’esse una trasformazione: abbiamo ad esempio la b che nel nostro dialetto diventa v oppure u, a seconda delle parole. Allora abbiamo: vókke per “bocca”, vatte per “battere” véve per “bere”, vòske per “bosco” etc. Fanno eccezione quelle parole che nel linguaggio dialettale raddoppiano la consonate come: bbànne per indicare “i musicanti”, bballà per “ballare”. L’articolo maschile “il” si trasforma in “lu” (pochissimo usato) o in “u”. Il femminile “la” si trasforma in “la” (pochissimo usato) o in “a”. Gli articoli determinativi sono rappresentati dalle vocali: singolare maschile u = (il, lo), singolare femminile a = (la) e plurale maschile e femminile i = (i, gli, le). Gli articoli indeterminativi presentano al maschile singolare nu = (un, uno) e al singolare femminile na =(una). Gli avverbi sono diversi nei vari paesi garganici a seconda dell’influsso che hannoricevuto durante la loro formazione, allora per gli avverbi di luogo si ha qua (vicino a chi parla), mentre (vicino a chi ascolta, ma lontano da chi parla) llò, e (lontano da chi parla e da chi ascolta) llà. Inoltre abbiamo sópe per “sopra”, abbasce per “sotto”, dinde, per “dentro”, fòre per “fuori, nnanze per “davanti”, drète per “dietro”. Eventi A Poggio Imperiale, piccolo borgo dell'alto tavoliere, durante tutto l'anno solare, gli eventi solo molteplici. In ordine di tempo abbiamo: Carnevale Terranovese, di antica tradizione, durante il quale sfilano maschere e carri allegorici e si tengono balli in piazza. i Riti della Settimana Santa: di particolare rilevanza è la Via Crucis Vivente. Molto sentite dalla popolazione sono anche le processioni del Venerdì Santo (quella delle 5,00 con Gesù verso il Calvario e l'Addolorata in cerca del figlio; quella delle 20,00 con Cristo morto e l'Addolorata) Processione del Corpus Domini con preparazione lungo il percorso della processione di caratteristici altarini (i sabbùleke) per l'esposizione del Sacramento. Premio Nazionale "Spiga d'Oro" (giugno) Bambini al microfono (luglio), manifestazione canora riservata ai bambini e organizzato dall'Azione Cattolica, che nel 2011 ha raggiunto la 43ª edizione. Festa della Madonna del Carmine con sfilata della banda in mattinata, processione con il simulacro di Maria a spalla per il paese e fuochi pirotecnici a mezzanotte il (16 luglio). La festa è particolarmente sentita dai muratori; la Vergine del Monte Carmelo è infatti la loro protettrice. Festa di san Nazario martire (27-28 luglio), con pellegrinaggio a piedi sino all'omonimo santuario. La mattina del 28, dopo la Santa Messa, pressohttp://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Poggio_Imperiale&action=edit il Santuario vi si tiene una breve processione. Palio di dama vivente (agosto), con il corteo storico, i gruppi folcloristici e i rappresentanti di tutti i comuni partecipanti. L'edizione del 2008 si è arricchita anche del premio nazionale degli Sbandieratori. Festival Terranovese (agosto), concorso canoro con partecipanti provenienti da tutta la Capitanata. Nel 2014 ha raggiunto la 15ª edizione. Festa Patronale di san Placido martire (5 ottobre): durante la processione mattutina vengono portati a spalla i simulacri di San Placido e San Michele Arcangelo; la sera nelle vie cittadine addobbate con le luminarie e con i nastri colorati si tengono alcuni spettacoli, seguiti dai fuochi pirotecnici. Falò dell'Immacolata: durante la processione della Immacolata Concezione, lungo le vie del paese vengono preparati numerosi falò che, simbolicamente, illuminano la via alla Vergine. Al termine della processione, tutto il quartiere si riunisce attorno al falò per passare la serata in compagnia. Premio Letterario Internazionale "Emozioni in Bianco e Nero" (fine Agosto/inizi Settembre), organizzato dalla casa editrice Edizioni del Poggio, giunto alla sua sesta edizione. Nella quinta edizione (2013) il premio ha visto partecipare oltre 3000 concorrenti, provenienti da ogni parte della penisola e dall'Europa. Persone legate a Poggio Imperiale Nico Zangardi, cantante e compositore nel Belgio (1947-2014). Margaret Bertelli, nome d'arte di Matilde Bastulli, nota cantante lirica negli USA (1906-1985). Economia La principale risorsa economica di Poggio Imperiale è l'agricoltura; le attività agricole preminenti sono l'orticoltura (specialmente del pomodoro), la cerealicoltura e, non in misura minore, la coltivazione dell'olivo e della vite; sono presenti alcune imprese di trasformazione dei prodotti orticoli e olivicoli. Importante è anche l'attività estrattiva della pietra di Apricena, che conta su circa quaranta imprese operanti presso le cave localizzate nel territorio del comune di Poggio Imperiale. Nel settore manifatturiero si rileva la produzione di materiali elettrici; sono presenti anche i settori il tessile, del legno, della plastica e della carpenteria metallica. Dal 2007 è in funzione un parco eolico di proprietà della multinazionale inglese International Power. L'impianto è costituito da 15 aerogeneratori Vestas V80 da 2 MW ciascuno. Complessivamente, il tasso di disoccupazione è inferiore alla media provinciale, soprattutto per la presenza di manodopera stagionale per la raccolta e la trasformazione del pomodoro, pari a circa 300 unità e costituita soprattutto da extracomunitari. Amministrazione Partito Democratico: sindaco dr. Alfonso D'Aloiso (dal 2014, già consigliere di minoranza dal 2009 al 2014) Gemellaggi Vora - dal 2011 Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010. ^ AA.VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 502. ^ Denominazione porta del Gargano sul sito ufficiale del comune ^ L'antico canto devozionale Lu péde de Sante Lazzare e come ce adòre e come ce préij (Il piede di San Nazario come si adora e come si prega) testimonia il radicamento della tradizione. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. ^ Home page - Editore Edizioni del Poggio casa editrice degli autori emergenti ^ Concorsi letterari - Editore Edizioni del Poggio casa editrice degli autori emergenti ^ FoggiaToday Voci correlate Stazione di Poggio Imperiale Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Poggio Imperiale Collegamenti esterni Poggio Imperiale in Open Directory Project, Netscape Communications. (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Poggio Imperiale") Sito ufficiale del comune http://www.poggioimperiale.tradizioni.name/1/il_dialetto_3112038.html

Immagine descrittiva - BY Di Domenico Caputo - Collezione privata, CC BY 3.0, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=3566253 c

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