Destinazioni - Comune

Nurallao

Luogo: Nurallao (Cagliari)
Nurallao (Nuràdda in sardo) è un comune italiano di 1.356 abitanti della provincia di Cagliari♙ in Sardegna. Storia Di notevole importanza è la tomba megalitica di "Aiodda" nell'omonima località, recentemente portata alla luce dagli scavi, una delle più grandi del Mediterraneo. Il monumento inoltre ha restituito diversi Menhir, monili e reperti diversi di notevole valore. Le testimonianze puniche si manifestano diffusamente su tutto il territorio, in particolare a "sa Bidda Becia ('idda 'ecia", il vecchio paese). Nurallao era vicinissimo al presidio militare romano di Valentia di controllo della strada interna fra Cagliari ed Olbia. Sono presenti dei resti del 1°/III secolo d.C. fra i quali una necropoli. Si sa da fonti onomastiche che la parte di popolazione locale era numericamente superiore a quella di parte romana. Ma quest'ultima aveva la ricchezza e le armi. Sono, inoltre, presenti tracce di insediamenti punici e romani. Tra Nurallao e Isili, nel sito appellato Bidda Becia, si trovano i resti di abitazioni, strade, pozzi, ecc., di un villaggio dell'epoca romana. D'altronde la ricchezza di testimonianze varie, relative all'antichità, è dimostrata dalla febbrile attività e dallo scempio operato dai tombaroli e dagli scavi clandestini in genere. Questo territorio meriterebbe decisamente l'attenzione degli studiosi e degli archeologi. I vocaboli italiani Mora "mucchio" (che si trova nel famoso episodio dantesco di Manfredi: sotto la guardia della grave mora; Purgatorio, III 129), morena "mucchio di detriti rocciosi", morra "gioco del mucchio delle dita" e quelli latini murus "muro", e moenia "mura fino al presente sono praticamente privi d'etimologia. accettando un'ipotesi del famoso linguista A. Ernout il prof Massimo Pittau ha ritenuto che tutti questi vocaboli derivino dall'etrusco, in cui trovano i seguenti chiari riscontri: mura, murani, murina, muru. Ebbene a tutti questi vocaboli etruschi corrispondono i seguenti vocaboli paleosardi o nuragici: mura, murra, nura, nurra, nei quali si constata un facile e comune scambio delle consonanti nasali. Più precisamente mura è la denominazione con cui in tutto l'altipiano di Abbasanta sono chiamati i nuraghi; murra=morra; nura e nurra=mucchio, cumulo. Tutti questi vocaboli paleosardi in effetti si riducono ad uno solo avente il significato di "mucchio". E questo costituisce la base originaria del vocabolo "nurake" e anche "nuraghe", "nurraghe", "nuraxi" e anche "muraghe". Il toponimo Nurallào, pronunziato effettivamente Nuradda, trova riscontro nel nome dei Nuraghi: Nuraddèi di Guasila, Nuraddèo di Suni, Nuragaddu di Porto Torres e soprattutto nell'appellativo muradda (Bortigali e Dualchi. Nurallao deriva quindi, quasi certamente, la sua denominazione dall'antico vocabolo nuragico-etrusco nura, mura, "mucchio", ed il suo originario significato effettivo potrà essere stato "muraglia", forse da qualche muro difensivo di cui il villaggio sarà stato in antico munito. L'origine nuragica sia del toponimo che del centro abitato viene infatti confermata dall'esistenza, nel suo territorio di numerosi nuraghi. Nel territorio però sono stati fatti anche numerosi ritrovamenti di epoca romana ed anche iscrizioni. La più antica documentazione del toponimo finora rintracciata si trova nell'atto di pace fra Eleonora d'Arborea e Giovanni d'Aragona del 1388 (Codex Diplomaticus Sardiniae I 838/1): Nuradau. Questa forma, assieme con quella ufficiale attuale Nurallào persuadono che in origine il toponimo suonasse esattamente Nurallà/Nuraddà, cui si è aggiunta una vocale paragogica. Il nome Nurallao appare già nel 1206.Si tratta di un atto notarile siglato tra Guglielmo di Massa, giudice di Cagliari, e Ugo di Basso, giudice di Arborea. In esso si stabiliscono confini e limiti territoriali tra i due giudicati, e tra i vari nomi di paesi compare quello di Nuredei. Per avere dati più precisi, come già detto, bisogna arrivare al 1388. Nell'atto di pace tra Eleonora d'Arborea e Giovanni I d'Aragona, tra i vari rappresentanti dei diversi villaggi che aderiscono al trattato, compare, fra gli altri, un certo Gunnario Porcu "majore ville de Nuradau", accompagnato da altri notabili del luogo. Con la conquista aragonese dell'Isola, avviene la prima distribuzione dei feudi a favore di quei sudditi aragonesi particolarmente distintisi nelle operazioni di conquista. Non si conosce il nome del primo feudatario di Nurallao. Sta di fatto che, alla data 6 febbraio 1423, Nurallao è devoluto al Regio Patrimonio, essendo deceduto senza successione il feudatario, certo Pedro Dejnar. Nel 1425 il feudo di Nurallao viene attribuito a Luigi D'Aragoll. Da costui, forse per successione ereditaria, passa alla famiglia Castelvi e da questa agli Aymerich, marchesi di Laconi. Questi lo possiedono fino al 1838,data in cui il paese, dopo la dissoluzione dei feudi, diviene Comune libero, amministrato da un sindaco e da un consiglio, eletti dal popolo. Nella "Storia documentata della popolazione della Sardegna", del Corridore, Nurallao risulta avere 725 abitanti, nel 1678. Dal 1688 al 1751 la popolazione scende alle 459 unità e non supera le 593 unità. Nel 1824 gli abitanti sono 198 e nel 1848, invece, 925. Dal 1822 al 1859 Nurallao fa parte della provincia di Isili, nella prefettura di Oristano e sotto il mandamento di Laconi. Secondo Padre Vittorio Angius, precedentemente il paese era compreso nella Parte Valenza, antico dipartimento del Giudicato di Arborea. Il comune, a seguito dell'istituzione delle nuove province sarde nel 2005, è passato dalla provincia di Nuoro a quella di Cagliari. Nurallao è situata a nord-est della Giara di Gesturi, nella zona geografica denominata "Sarcidano", all'incrocio delle strade statali 128 e 197, in un territorio di eccezionale rilevanza storica, che presenta già in epoca nuragica diversi insediamenti. L'importanza di questa zona fu ben intuita da Antonio Taramelli, che con la sua indagine la toccò in una ricognizione territoriale ed archeologica di 100 anni fa. Nel secolo scorso si datano i primi rinvenimenti a "Nuradda", in una zona celebre per i suoi depositi di bronzo, essenziali per la comprensione della metallo-tecnica nuragica. A Nurallao, nei primi anni sessanta furono rinvenuti in località "sa conca de sa figu" importantissimi reperti, in particolare due bronzetti rappresentanti un Sardus-Pater ed una Dea, oltre una quantità notevole di stagno e piombo che unitamente ad un edificio circolare che ha restituito i materiali, fanno parlare di una fonderia. Sono presenti a decine i nuraghi: Poiolu, Nieddiu, Tramalizu, Frumiga, Pranu de is faas( pranu 'e sciasa), per citarne alcuni. In località Nieddiu, nei pressi del nuraghe, c'è un pozzo sacro che, se la presenza di rinforzi edilizi in calce ne suggeriscono fasi edilizie di epoca punico-romana, risale nella sua originaria edificazione al periodo nuragico. Monumenti e luoghi di interesse Siti archeologici Sono presenti all'interno del suo territorio alcuni nuraghi e una tomba megalitica sita nel terreno di un proprietario privato di Nurallao ma in località "Aiodda" nel territorio comunale di Nuragus, come evidente dalle carte geografiche della Regione Sardegna. Luoghi di culto Oltre alla chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro, è presente la chiesa campestre dedicata alla Madonna della Strada, progettata dall'Ingegnere Paolo Onnis e costruita dall'intera popolazione Nurallaese. Tale festività, conosciuta anche come "Festa degli autisti", si celebra l'11 di agosto ed è estremamente sentita dalla popolazione. Parchi Di particolare interesse anche il parco de "Funtana is arinus", che offre ai visitatori un importante bosco e una serie di cascate, particolarmente suggestive soprattutto nel periodo invernale. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 448. ^ A. Ernout. Les èlem. ètr. p. 23 ^ M. Pittau, Problemi in lingua sarda, Sassari 1975, Ed. Dessì, pp. 85-107 ^ R.J. Rowland, I ritrovamenti romani in Sardegna, Roma 1981, p. 76 ^ Sotgiu G., Iscrizioni latine della Sardegna, 1-11, Padova 1961, 1968, nn.178, 179, 46 lre ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. Bibliografia Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X. Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007. Collegamenti esterni La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna

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