Mura cittadine | ViaggiArt
Architettura

Mura cittadine

Piazza Bellini Vincenzo, 70, Napoli

Le Mura di Napoli, oggi visibili in pochi resti, abbracciavano un perimetro pari alla grandezza del centro antico. Le Mura Greche si dispongono lungo i margini del pianoro su cui sorge la città e costituivano veri e propri fossati difensivi, contribuendo alla fama di Neapolis quale città inespugnabile. I blocchi venivano estratti dalla cava di Poggioreale. La città aveva all'epoca porte "a tenaglia" agli estremi dei due decumani. Sono riconoscibili due fasi edilizie: la prima di fine VI secolo a.C. (connessa alla fondazione di Neapolis) e la seconda di IV secolo a.C. (da collegare alla Guerra Sannitica). La muratura a secco di tufo costruita dai greci, venne modificata in epoca romana con un rinforzo in blocchi di piperno. Questa cinta, famosa per la sua potenza ebbe bisogno di pochissime modifiche in epoca bizantina. Belisario introdusse le torri poligonali. In epoca angioina gli interventi militari furono massicci: la cinta muraria fu restaurata, rinforzata e ampliata verso sud. In epoca aragonese, la città fu provvista di ventidue possenti torri cilindriche, grandi fossati e ponti d'accesso alle porte. Di queste ultime, si conservano Porta Capuana e Porta Nolana, con le loro torri laterali. In origine erano 27, la maggior parte delle quali rivolte verso il mare. Il Muro Finanziere costituisce l'ultimo esempio di cinta muraria della città: voluto da Ferdinando I nel 1824, fu progettato da Stefano Gasse. Presenta 13 barriere daziarie e 35 posti di controllo.

Napoli

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