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Edificio di culto

Basilica di Santa Chiara

Calata Trinità Maggiore, Napoli Tempo di lettura: meno di 1 minuto

La Basilica di Santa Chiara, con annesso monastero, fu edificata tra il 1310 e il 1340 su un complesso termale romano del I secolo d.C. in Piazza del Gesù Nuovo, per volere di Roberto d'Angiò, su progetto di Gagliardo Primario in forme gotiche provenzali. Nel '700 l'intero edificio fu ristrutturato in stile barocco da Domenico Antonio Vaccaro e Gaetano Buonocore. L'interno originale fu quasi interamente distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e i lavori di restauro terminarono nel 1953, con la riapertura ai fedeli. La facciata a capanna è preceduta da un pronao a tre arcate ogivali, col portale di marmi rossi e gialli e il rosone al centro. A sinistra, svetta la trecentesca torre campanaria, a pianta quadrata su tre ordini separati da cornicioni marmorei. L'interno è a un'unica navata rettangolare con dieci cappelle per lato; la zona presbiteriale ospita il sepolcro di Roberto d'Angiò, di Giovanni e Pacio Bertini, a destra, c'è l'accesso alla Sagrestia barocca, con affreschi e arredi del 1692. Le numerose cappelle ospitano sepolcri monumentali realizzati tra il XIV e il XVII secolo per le principali famiglie nobiliari napoletane e affreschi del Trecento. La Basilica ospita tre chiostri ("delle Clarisse", "dei Frati Minori" e "di Servizio") e il Museo dell'Opera di Santa Chiara, con varie sezioni che vanno da quella archeologica all'esposizione di oggetti sacri e reliquari.

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