Giù la maschera! Viaggio nel Carnevale italiano - ViaggiArt
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Giù la maschera! Viaggio nel Carnevale italiano

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2 anni fa
Venezia

Festa profana per eccellenza, erede di culti dionisiaci, il Carnevale travolge grandi e piccini coi suoi cortei festosi e quell’atmosfera magica e trasgressiva che, da sempre, intreccia con disinvoltura folklore e tradizione, arte e gastronomia, sovvertendo ruoli, ordini e consuetudini.

Siete alla ricerca dell’itinerario giusto per il vostro Carnevale? Dalle Alpi alla Sicilia c’è davvero l’imbarazzo della scelta! Affidiamoci alla “bussola” di ViaggiArt e scopriamo insieme come orientarci tra i carnevali quelli più belli e antichi d’Italia alla scoperta di maschere, colori, sapori e tradizioni.

Milano e il Carnevale Ambrosiano

È uno dei più caratteristici e quest’anno verrà celebrato il giorno prima di San Valentino. Sarà la data del 13 febbraio, infatti, il giorno in cui a Milano “ogni scherzo vale”. Non solo, stavolta il Carnevale Ambrosiano non terminerà come di consueto il Martedì Grasso, ma il sabato successivo, rispettando la tradizione secondo la quale Sant’Ambrogio chiese che alla popolazione milanese di aspettare il suo ritorno dal pellegrinaggio per dare inizio alla Quaresima. Il calendario è veramente ricco: da non perdere il corteo del sabato che percorre via Palestro, Corso Venezia, piazza San Babila e corso Vittorio Emanuele, per finire in piazza Duomo con lo spettacolo serale. Non dimenticate di fare una foto con le maschere simbolo, Cecca e Meneghino, e di assaggiare “bugie” e “chiacchiere”!

Nel segno della tradizione: Ivrea e Venezia

Il Carnevale di Venezia è un must! Un capolavoro di arte, cultura ed eleganza. Fino al 9 febbraio il canale di Cannaregio si trasformerà in un vero e proprio palcoscenico di eventi, mentre il Canal Grande in un red-carpet: dal tradizionale “Volo dell’Angelo” all’atmosfera principesca e sfarzosa evocata dal tema scelto per l’edizione di quest’anno, il Carnevale Asburgico, con la rievocazione dell’arrivo della principessa Sissi. Protagonisti, dunque, balli di sala e sontuose sfilate in costumi d’epoca.

Per chi pensa al Piemonte, imperdibile il famosissimo Carnevale d’Ivrea (TO) e la sua popolare “Battaglia delle arance”. Un susseguirsi di cerimonie e rievocazioni storiche che culminano nelle giornate di domenica 7, lunedì 8 e martedì 9 febbraio in una delle lotte a base di agrumi più celebri d’Italia.

Il Carnevale del Centro Italia: Cento e Viareggio

Si scende in Emilia Romagna per celebrare il Carnevale di Cento (FE), che ormai da tempo si fregia del titolo di “Carnevale d’Europa”. Non a caso qui si respirano un’aria internazionale e una magnificenza che non teme confronto: per ben cinque fine settimana consecutivi, dal 31 gennaio al 28 febbraio, le strade della città saranno invase da giganteschi carri animati che distribuiranno ai presenti dolciumi e gadget. L’evento si conclude con il Tasi, la maschera tipica, dato alle fiamme per simboleggiare la Morte del Carnevale.

Il celeberrimo Carnevale di Viareggio (LU) si presenta da sé. La sua storia risale al 1873, quando un gruppo di giovani organizza una sfilata di protesta con carri costruiti dalle maestranze del porto. Da allora i carri sono diventati opere d’arte, frutto di mesi di lavoro. Quest’anno i grandi corsi mascherati sfileranno niente meno che dal 7 febbraio al 5 marzo.

Maschere e sapori del Sud: Putignano e Acireale

Un altro Carnevale antichissimo, che nasce nel 1394, tra i più spettacolari d’Italia è quello di Putignano (BA). Tra i protagonisti Farinella, maschera e al tempo stesso piatto tradizionale, deliziosa minestra d’orzo e ceci. In occasione del Funerale del Carnevale, che si svolge il Martedì Grasso, si dà al rogo un maiale di cartapesta e ci si abbuffa per l’ultima volta.

Chiudiamo in bellezza con lo storico Carnevale di Acireale, in provincia di Catania, famoso per i tradizionali “Carri infiorati”. I festeggiamenti, risalenti al 1594, affondano le radici nella goliardia popolare: fino all’Ottocento la sfilata di Carnevale era nota anche come “Cassariata”, occasione unica durante la quale i nobili della città lanciavano dalle carrozze confetti al popolo. Ai primi carri allegorici, i “Lando”, una volta trainati dai buoi, si sostituiranno col tempo le bellissime macchine infiorate.

 

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