• Seguici sui nostri social
  • facebook
  • twitter
  • instagram
Spettacolo teatrale

Riflessi 2019 - teatro in Calabria e incontri internazionali

piazza Vermicelli, Rende, (Cosenza)
fino a sabato 19 gennaio 2019
Tempo di lettura: circa 4 minuti

Dal 14 al 19 gennaio in scena “Riflessi 2019”: spettacoli, masterclass e panel interamente dedicati alle nuove frontiere del teatro partendo dalle produzioni territoriali e arrivando agli scenari internazionali, in programma all’interno di Meridiano Sud, nuova stagione 2018/2019 di prosa e di musica del Teatro Auditorium Unical.

Entra nel vivo della sua mission il progetto storicizzato, che nel triennio in programma, ha come chiaro obiettivo quello di declinare in modo coeso e coerente una stagione che porti come filo conduttore il legame fra tradizione e innovazione da un lato e dall’altro la tutela e valorizzazione della produzione regionale attraverso collaborazioni a sostegno del teatro, della musica e del visuale.

“Riflessi 2019”, nasce con lo stimolo di provare a mettere in connessione produzioni regionali e internazionali, provando ad aprire uno spazio di riflessione sullo stato di salute del teatro oggi in Calabria, orfano dei grandi centri di formazione che negli anni ’90 investirono sulla creazione di una nuova generazione di professionisti a sud e prova attraverso la contaminazione e il confronto con produzioni e scenari d’Oltralpe a rilanciare una sfida per il nostro territorio.

In assenza di una istituzione teatrale pubblica, l’Università della Calabria rimarca attraverso “Riflessi 2019”, la necessità di investire sulle produzioni come importante rinascita economica in un territorio come quello calabrese che dovrebbe fare della valorizzazione artistico-culturale il suo marchio di fabbrica.


E lo fa ospitando due produzioni che si misurano con la contemporaneità di due testi internazionali, il cui debutto è avvenuto nel Festival Primavera dei teatri all’interno del PROGETTO EUROPE CONNECTION in collaborazione con Fabulamundi, che tornano in splendida forma nel luogo in cui hanno avuto la prima gestazione: 111 e Confessioni di un masochista, sono infatti entrambi progetti sviluppati da una residenza artistica all’interno degli spazi teatrali dell’Unical, che si confronteranno con la straordinaria esperienza di Kairos Italy Theater e il suo Cry Havoc.

 

14 GENNAIO ore 20:30

PROGETTO EUROPE CONNECTION in collaborazione con Fabulamundi. Playwriting Europe

111 di Tomasz Man
uno spettacolo di Compagnia Brandi/Orrico
con Marco Aiello, Emilia Brandi, Ernesto Orrico, Ada Roncone
adattamento e regia Emilia Brandi
musiche originali Massimo Palermo
costumi Rita Zàngari 
disegno luci Paolo Carbone
traduzione di Francesco Annichiarico
produzione Zahir, Primavera dei Teatri in collaborazione con PAV, Comune di Rende, SistemaTeatri UniCal, Ass. Entropia – DAM, Ladri di Luce

111 è una tragedia sulla disumanizzazione e la violenza insite in una dimensione familiare, in cui è decisiva, quanto inconsapevole, la mancanza di reale comunicazione e l’incapacità di rispondere in maniera coerente alle reciproche necessità fisiche ed emotive. Attraverso un apparente dialogo fra le quattro figure, si dipinge un quadro piuttosto cupo e chiaramente doloroso, in cui Madre e Padre, in maniera diversa e complementare, contribuiscono con le loro convenzioni, ossessioni e tradizioni ai cortocircuiti esistenziali dei figli. Il punto focale è la vita del Figlio, smarrito tra diversi possibili sviluppi come individuo, e incapace di legarsi convintamente a qualsiasi essere umano, neanche a quelli a lui più prossimi.La sua insofferenza e il suo odio hanno una crescita lenta e inesorabile, che neppure l’apporto emotivo e la parziale comprensione della Sorella sono sufficienti a frenare. Il punto di vista in questa messinscena del testo di Tomasz Man, è quello di chi resta e, con lo sguardo perturbato dalla tragedia, si ritrova confinato in una terra di mezzo tra i pesanti frammenti della memoria e il vuoto del presente. Il racconto musicale di 111 è stato affidato a Massimo Palermo, che ha creato dei piani ritmici alternativi elaborando materiali sonori extra‐musicali per restituire, attraverso un'ossessività ripetitiva e pattern non periodici, l’imperfezione dello scorrere della vita in questo interno familiare.

 

16 GENNAIO ore 20.30

Kairos Italy Theater in collaborazione con OnStage Festival presenta

CRY HAVOC

Scritto e interpretato da Stephan Wolfert
Con materiali di William Shakespeare
Diretto da Eric Tucker
Lo spettacolo è presentato in americano con sopratitoli in italiano
Traduzione e sopratitoli a cura di Donatella Codonesu, KIT Italia
“Cry Havoc and let slip the dogs of war”
Julius Caesar, W. Shakespeare

 

Lo spettacolo racconta la vita di un ragazzo dell’Winsconsin, l’autore ed interprete Stephan Wolfert, dall’adolescenza fino alla vita militare, per approdare infine su un treno che lo trasporta in giro per gli stati Uniti una volta lasciato l’esercito americano. È a questo punto che inizia il racconto che ci proietta attraverso un folgorante incontro fra teatro e vita, fra Shakespeare e l’autore Stephan Wolfert, che intesse celebri monologhi di condottieri shakespeariani nella sua fluida ed energica scrittura. Solo sul palco, in jeans e t-shirt, Wolfert affronta i demoni della guerra con quella che la critica ha riconosciuto unanimemente come una enorme energia vitale e performativa, segnata dal dramma ma costellata di ironia, trascinando il pubblico verso un finale catartico. Il testo nasce dall’impatto che il “Riccardo III” di Shakespeare ha avuto su Wolfert appena uscito dall’esercito. “Cry Havoc” è dunque un emblematico esempio del ruolo fondamentale che il Teatro può concretamente avere nell’incrociare il cammino degli uomini. Dopo due anni di paralisi, dopo sei anni nell’esercito degli Stati Uniti, dopo aver sofferto del Disordine da Stress PostTraumatico, Stephan Wolfert salta su un treno che attraversa le montagne del Montana. Senza la minima idea di cosa fare del resto della propria vita. Fino a che per caso entra in un teatro, scoprendo la voce di Shakespeare e l’insospettabile affinità di quelle storie con la propria. Da allora Stephan fa teatro, arrivando a Broadway. Nel testo l’attore include alcuni dei più famosi discorsi di personaggi shakespeariani, come lui reduci di Guerra: Coriolano, Enrico V, Tito Andronico, Marco Antonio. Le parole senza tempo del Bardo sono fonte di una riflessione sul tema della Guerra e sul difficile reintegro dei veterani nella società civile.

 

19 GENNAIO ore 20.30

PROGETTO EUROPE CONNECTION in collaborazione con Fabulamundi. Playwriting Europe

CONFESSIONI DI UN MASOCHISTA

di Roman Sikora 
regia Francesco Aiello 
con Francesco Aiello, Alessandro Cosentini 
Francesco Rizzo 
musiche originali Remo De Vico 
scenografia Martina Le Fosse direttore di produzione Lindo Nudo
tecnico di palcoscenico Jacopo Andrea Caruso 
traduzione Eleonora Bentivogli 
produzione Teatro RossoSimona, Primavera dei Teatri in collaborazione con PAV, SistemaTeatri UniCal

M è frustrato e infelice. A lui non interessano cose effimere e capricci come la soddisfazione, la felicità e l’auto-realizzazione – le cose che tutti gli altri rincorrono. Vuole soffrire, e sta cercando dolore nel senso più ampio del termine. È alla costante ricerca di qualcosa che vada al di là del soddisfacimento di appetiti sessuali. Quello che vuole è aprire una porta che gli mostri nuovi orizzonti che lo congiungano con la forza del cosmo stesso. Il dolore sarà la disciplina che lo porterà a scoprire in cosa consistono “la felicita, quella autentica, e la verità”. Ma i circoli BDSM, le prostitute, le ragazze adescate per strada sono tutte esperienze finte, troppo facili, in cui tutto è recita. La sua vita cambierà quando in sogno un Ponyboy, un uomo cavallo, gli indicherà la giusta via: il segreto è sacrificarsi. Solo allora capirà che se la realtà non è come avresti sempre voluto, devi impegnarti per cambiarla. La sua visione gli suggerirà dove e come compiere la propria missione…

Potrebbero interessarti