Nella gola delle Valli Cupe, il secondo canyon d’Europa - ViaggiArt
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Nella gola delle Valli Cupe, il secondo canyon d’Europa

CC BY
1 anno fa
Sersale, (Catanzaro)

Camminiamo in fila indiana, stretti tra pareti sedimentarie che ci sovrastano; un rivolo d’acqua cristallina ci scorre accanto. Non siamo in Arizona, al centro del Grand Canyon, ma in Calabria, nella gola delle Valli Cupe, il secondo canyon d’Europa!

Dichiarata di recente Riserva Naturale Regionale, l’area delle Valli Cupe di Sersale, in territorio catanzarese, è un vero e proprio paradiso naturale fuori dal tempo. Un ecosistema talmente integro da custodire al suo interno anche una rara specie di felce preistorica.

 

Dal Canyon Valli Cupe ai Borghi Fantasma, passando per i Giganti  

Il Canyon Valli Cupe, da cui trae nome l’intera Riserva, è una rara formazione geologica stratificata, le cui pareti, scolpite dall’erosione dei millenni e dalle tane di piccoli animali ci ingoiano nella penombra di una scenografia naturale che è “cupa” solo a parole: attorno a noi una pace perfetta e il profumo delle piante mediterranee; tra gli anfratti del canyon volano nibbi, gufi e persino avvoltoi.

Ma il Canyon Valli Cupe non è l’unica attrazione della Riserva Naturale. Gli amanti del turismo ecosostenibile, del trekking e dei borghi slow in questo luogo non hanno che l’imbarazzo della scelta: 5 gli itinerari proposti per scoprire tutte le bellezze di un territorio incontaminato, dai cosiddetti Giganti della Sila (alberi secolari, dal diametro gigantesco) ai centri storici e ai siti archeologici:

 

  1. Canyon Valli Cupe, Cascata Campanaro, centri storici di Zagarise;
  2. Canyon Valli Cupe, Parco dei Giganti, centro storico e Museo di Cerva;
  3. Gole e Cascatelle del Crocchio, Cascata Campanaro, Gigante Buono, centro storico di Sersale;
  4. Cascata Campanaro, centri storici di Zagarise e Sersale, Parco Giganti, centro storico e Museo di Cerva;
  5. Cascata Campanaro, Ecomuseo “Pietra del Ruvazzo”, uno dei centri storici a scelta.

 

I boschi fitti ci stringono in un abbraccio che si scioglie in radure semiaride, distese di macchia mediterranea, con ulivi, castagneti e Pini d’Aleppo; gli animali ci osservano da lontano, alcuni si mimetizzano nell’ambiente; i ruscelli lambiscono i nostri passi e ci dissetano di un’acqua cristallina. L’intero percorso è una continua scoperta di tesori nascosti, ancora sconosciuti ai più.

Quest’angolo di Calabria ionica, che non ha nulla da invidiare al Grand Canyon, è certamente un paradiso da conoscere e difendere, un ecosistema raro, che conferisce a questo territorio una dimensione magica e le potenzialità per esprimere un turismo naturalistico di alto livello.

 

Eliana Iorfida

 

Ph: Wikipedia

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