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Alla scoperta del borgo di Santa Fiora, il paese dell'acqua

1 mese fa
Santa Fiora, (Grosseto)

Andiamo alla scoperta del borgo di Santa Fiora, tra i borghi più belli d’Italia. Arroccato sul versante meridionale del Monte Amiata, in provincia di Grosseto, troviamo il “paese dell’acqua”. 

 

Uno dei paesi toscani da visitare, un borgo pittoresco in cui l’elemento dell’acqua fa da padrone creando atmosfere ricche di fascino in ogni stagione. Santa Fiora oltre ad essere classificato tra i borghi più belli d’Italia è bandiera arancione del TIC – Touring Club Italia – per il triennio 2018/2020. 

 

«Il centro storico di Santa Fiora è esteso, tipico, raccolto, ricco di strutture turistiche e negozi tipici. Per informarsi sui punti di interesse storico-culturali, naturalistici, enogastronomici e sugli eventi, il turista può recarsi al punto informativo situato nel centro storico di Santa Fiora. Tutti i siti turistici e le strutture caratteristiche dove poter mangiare e pernottare sono facilmente raggiungibili grazie all’efficace sistema di segnaletica di indicazione». Lorenzo, ghost visitor TCI

 

La città sorge attorno alle sorgenti del fiume Fiora: l’antichità del borgo, la cultura e le tradizioni ancora vive lo rendono un posto unico, da visitare almeno una volta nella vita. Ideale meta di una vacanza in Toscana per chi vuole rilassarsi, coccolati dal rumore dell’acqua, e intraprendere un viaggio alla scoperta di arte e antiche usanze. 

 

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Cosa vedere a Santa Fiora

1. Terziere di Castello

Il centro del “paese dell’acqua” è diviso come in antichità da terzieri. La parte più antica del borgo è il terziere di Castello dove troviamo i resti degli edifici e delle fortificazioni aldobrandesche. Nella grande piazza spiccano la Torre Trecentesca e il Palazzo Sforza Cesarini del XVI secolo. 

Il palazzo rinascimentale ospita la sede del Comune di Santa Fiora e il Museo delle miniere del Monte Amiata, tra l’800 e il ‘900 la zona fu infatti caratterizzata dall’estrazione del mercurio. Sul finire della piazza inizia Via Carolina, l’unica via che attraversa tutti e tre i terzieri: Castello, Borgo e Montecatini. 

Da non perdere il Piave delle Sante Flora e Lucilla, il più importante monumento di Santa Fiora che ospita una collezione di pregevoli ceramiche attribuite ad Andrea della Robbia. 

 

 

2. Terziere di Borgo 

La Porticciola ci introduce al terziere di Borgo, sviluppo naturale dell’antico abitato, fu per anni la parte più popolata del paese e nella sua periferia - tra il Convento delle Clarisse e quello agostiniano – era ubicato un tempo il Ghetto degli Ebrei. 

Da questo terziere, circondato dalle mura, si può godere di splendidi panorami che affacciano sui monti e sulla Peschiera. Qui merita una visita la Chiesa di Sant’Agostino, fondata nel 1309 che del suo annesso convento conserva solo una porta ad arco del 1473. 

 

3. Terziere di Montecatino 

Passando sotto la Porta di San Michele arriviamo nella parte più suggestiva di Santa Fiora: il terziere di Montecatino. Qui domina lo specchio d’acqua della Peschiera, vasca che raccoglie le acque della Fiora, e che sembra dare il nome a questo terziere: “catino”, inteso come punto di raccolta dell’acqua.  

La Peschiera di Santa Fiora, probabilmente fu un vivaio di trote degli Aldobrandeschi trasformato successivamente dagli Sforza Cesarini in elegante parco-giardino rinascimentale con i suoi cipressi, tigli e magnolie. 

 

 

4. La Peschiera e la sorgente della Fiora

Adiacente allo specchio d’acqua una piccola e suggestiva chiesetta, quella della Madonna della Neve, conosciuta anche come “Pescina”. La piccola chiesa, edificata dagli agostiniani nel XVII secolo, è umile ma ricca di affreschi attribuiti a Francesco Nasini. Ciò che la rende unica è il suo pavimento in vetro da cui si ammirare la sorgente della Fiora

Un viaggio alla ricerca di tranquillità è uno dei borghi toscani da visitare, in cui ci si può viziare con i sapori dell’Amiata, come i marroni sanfioresi, o assistere ad una delle antiche feste di tradizione, particolare è il Carnevale morto, esempio di celebrazione teatrale e popolare intorno alla morte e al testamento di Carnevale. 

 

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