Architettura

Galleria d'arte moderna Ricci Oddi

Via San Siro 13, Piacenza

La Galleria Ricci Oddi è stata inaugurata nel 1931, negli spazi dell’ex Convento di San Siro, riadattati a museo dall’architetto Giulio Ulisse Arata. La gestazione della fruizione pubblica della collezione di Giuseppe Ricci Oddi fu assai lunga e problematica, proprio perché il Comune desiderava ottemperare i desideri del mecenate piacentino che aveva voluto destinare alla sua città una raccolta di rilievo artistico dalla pubblica utilità. La raccolta d’arte, a lui contemporanea, per Giuseppe Ricci Oddi (1868-1937) era iniziata nel 1897 con un gusto proiettato sia verso le espressioni piacentine, sia nei confronti delle molteplici ricerche italiane della seconda metà del XIX secolo, senza avvicinarsi mai troppo alle avanguardie più radicali e con un’attenzione indirizzata verso alcune moderate novità d’inizio Novecento, come le sfumature stilistiche del Simbolismo e le esperienze di matrice impressionista e fauve sviluppate dagli italiani più aggiornati. In seguito al decesso del filantropo, la Galleria ha proseguito l’incremento dell’arte del XX secolo ed, in seguito ad un consistente restauro durato dal 1997 al 2001, le collezioni sono presentate al pubblico in un nuovo allestimento che prevede diversi spazi più corrispondenti alle nuove esigenze museali: una sala sotterranea ed un piano intero per la didattica.Stefano Fugazza, direttore sino al 2009, ha concepito il nuovo allestimento museale organizzandolo per sale: il salone d’onore è adibito a mostre temporanee o per l’esposizione di nuove acquisizioni, le sale sono allestite armonicamente con opere d’artisti raggruppati per appartenenza ad aree geografiche limitrofe, assonanze stilistiche e congruenze cronologiche che testimoniano, in particolare, le ricerche figurative dell’Ottocento e del primo Novecento. Il XX secolo si apre con le opere degli emiliani, come Amedeo Bocchi, Giuseppe Graziosi, Garzia Fioresi, Alfredo Protti, Giovanni Boldini, cui è stata affiancata la ricerca italo-francese di Mario Cavaglieri; ed è seguito dai lavori dei piacentini Luigi Arrigoni, Alfredo Soressi, Luciano Richetti e Bruno Cassinari, nonché arricchito dalle sculture di Medardo Rosso, Domenico Trentecoste, Libero Andreotti, Ermenegildo Luppi, Attilio Selva, Pietro Canonica, Quirino Ruggeri, Alessandro Moretti e Arturo Dazzi. La cultura figurativa veneta del Novecento è aperta da Pietro Fragiacomo, Guglielmo e Beppe Ciardi, Francesco Sartorelli, Ettore Tito, Ferruccio Scattola, Guido Cadorin e Lino Selvatico; la ricerca pittorica romana è testimoniata da Antonio Mancini, mentre il meridione vede interessanti prove di Vincenzo Irolli. Un movimento di transizione tra passato e futuro, a cavallo del secolo, è stato il Simbolismo, nel quale si possono riconoscere manifeste spie del rinnovamento culturale poi deflagrato nella nascita delle avanguardie europee. Figurativamente esso è rappresentato da importanti opere di Giulio Aristide Sartorio, Plinio Nomellini, Camillo Innocenti e Felice Carena, nonché da interessanti dipinti d’estrazione emiliano-romagnola, quali Adolfo De Carolis, Mario De Maria, Cesare Laurenti. La frequentazione alle Biennali del primo trentennio del secolo scorso portava il collezionista Ricci Oddi alla conoscenza e all’apprezzamento dell’arte internazionale, in particolare di quella che aveva impresso significativi cambiamenti a quella italiana: da lui venivano acquisiti lavori di Thorolf Holmboe, Alfred Napoléon Delaunois, Carl Larsson, Albin Egger-Lienz. La vasta stagione del movimento artistico di Novecento italiano, con molte delle sue varianti, è rappresentata pittoricamente da Piero Marussig, Gianfilippo Usellini, Massimo Campigli, Ottavio Steffenini, Carlo Prada, Filippo De Pisis, Bruno Saetti, Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Gian Emilio Malerba, Ubaldo Oppi, Mario Sironi, Felice Carena, Felice Casorati, Arturo Tosi, Aldo Carpi, Carlo Carrà, Alberto Salietti, Michele Cascella; vi sono inoltre opere scultoree di Adolfo Wildt, Francesco Messina, Umberto Boccioni e Siro Penagini. Per quanto concerne le collezioni d’arte contemporanea dell’attualità, il secondo Novecento è prevalentemente documentato da pittura, scultura e grafica piacentina, con la presenza di lavori di Bruno Cassinari, Gustavo Foppiani, Ludovico Mosconi, Armodio (Vilmore Schenardi), Carlo Bertè, Bruno Grassi, Alfredo Casali, Franco Corradini, Giancarlo Braghieri, Mauro Fornari, Giacomo Malfanti, Bruno Sapiente, Bruno Missieri, Secondo Tizzoni, Giorgi Groppi, Paolo Perotti, Sergio Brizzolesi, Giuseppe Serafini e Alfredo Sorresi, Ettore Bonfatti Sabbioni; e da due nuclei di opere, la donazione Cogni di sculture di Lorenzo Pepe ed i dipinti di Giancarlo Manara, che arricchiscono la Galleria incontrando nuovamente la sua naturale vocazione di collezione d’arte dell’Italia contemporanea. Non vanno dimenticati, quindi, gli esempi di pittura pavese di Contardo Barbieri e Alfredo Mantica, nonché degli emiliani Nando Negri, Pietro Ghizzardi, Giuseppe Motti e Carlo Mattioli. L’attività della Galleria è mirata all’acquisizione di realtà artistiche contemporanee legate al territorio, nonché alla loro valorizzazione attraverso mostre, restauri, conferenze, letture, attività didattica, pubblicazioni ed iniziative promozionali. Tra gli ultimi eventi si ricordano le esposizioni Scultura piacentina del primo Novecento (2002), Pittura piacentina del Novecento (2002), la donazione del poeta piacentino Ferdinando Cogni Sculture di Lorenzo Pepe (2002), Sguardi sull’arte. Ventidue artisti piacentini dei nostri giorni (2002); La piccolissima Galleria. Donne artiste alla Ricci Oddi (2003); nel 2004 si sono svolte La rivolta e l’incanto. Poesia, pittura e scultura in Nello Vegezzi, Lo specchio di Venere. Sybille e la città e Luciano Ricchetti alla prima edizione del Premio Cremona (1939), la mostra La donna nella grafica di Boccioni, La rivolta e l’incanto. Poesia, Pittura e Scultura in Nello Vegezzi. L’anno seguente Stefano Fugazza ha organizzato la mostra fotografica Vedere l’invisibile e l’esposizione della raccolta Mancini composta da opere di piccolo formato e dal titolo Quindici per quindici. Nel 2006, è stata inaugurata Angeli, Diavoli, Regine. Gustavo Foppiani grafico, mentre nella sede del Palazzo del Podestà di Castell’ Arquato è stata realizzata la retrospettiva Omaggio a Umberto Mastroianni. Inoltre, si ricordano le monografiche su Francesco Dossena, Renato Natali, su Romano Tagliaferri, e presso il Salone d'onore della Galleria, quella su Aldo Brizzi Il Neorealismo e oltre. Il 2008 è stato l'anno di "Rainer Maria Rilke. Il poeta e i suoi angeli", mostra accompagnata da un programma di incontri correlati. Il palinsesto dell’attività della Ricci Oddi prevede anche conferenze, incontri culturali, presentazioni di opere, e visite guidate fra cui si ricordano i cicli di Leggere l’arte e Scrivere l’arte, nonché gli incontri con gli artisti Maurizio Bottarelli e Armodio a corollario della mostra L’anima del Novecento. Nel 2010 sono state organizzate le mostre "Alfredo Tansini pittore e la fotografia. Materiali per un artista da riscoprire" e "Amaro calice. Figure femminili tra Otto e Novecento nelle opere della Ricci Oddi". Del 2011 invece sono la personale "Stefano Bruzzi, la poetica della neve" e la giornata di studi dal titolo "Gli ottant'anni della Ricci Oddi. Una galleria d'arte moderna nell'Italia degli anni Trenta", in occasione dell'ottantesimo anniversario della fondazione della Galleria.

Piacenza

Piacenza

Piacenza (Piaṡëinsa [pia'zəjsʌ] in dialetto piacentino) è un comune italiano di 102.385 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia dell'Emilia-Romagna. È soprannominata la Primogenita perché nel 1848 è stata la prima citt...

Booking.com