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Mostra

Mostra: Il tempo di uno scatto. Visite illustri all’Università di Pavia

Strada Nuova, 65, Pavia
fino a sabato 06 aprile 2019
Tempo di lettura: circa 2 minuti

La documentazione fotografica, databile dai primi decenni del XX secolo fino agli esordi del XXI secolo, che l’Università pavese ha raccolto quale testimonianza degli eventi che hanno segnato la sua storia è stata recentemente acquisita dall’Archivio storico di Ateneo.

Questi fototipi hanno offerto il punto di partenza per la mostra fotografico-documentaria Il tempo di uno scatto. Visite illustri all’Università di Pavia: fortemente voluta dall’Archivio storico, in particolare dal suo direttore Fabio Zucca, la mostra è stata ideata e curata da Roberta Manara, coadiuvata da Alessandra Baretta e Maria Piera Milani, in collaborazione con la Biblioteca Universitaria, l’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e il Centro interdipartimentale di ricerca e documentazione sulla storia del Novecento. La mostra rimarrà aperta fino al 6 aprile 2019.

L’esposizione, attraverso più di un secolo di storia universitaria, segue il percorso illustrativo delle presenze di personaggi di grande rilevo, appartenenti al mondo della politica, della cultura e della scienza, ospiti dell’Ateneo pavese in occasione di eventi particolari, quali visite “politiche” all’Università e alla città, cerimonie accademiche, inaugurazioni di monumenti, convegni scientifici, conferimenti di lauree honoris causa.

Difficile sintetizzare la miriade di personaggi che sfilano, parlano, posano nella grande quantità di scatti della mostra. Dai rappresentanti della famiglia regnante durante l’epoca del fascismo – il re Vittorio Emanuele III, il principe Umberto di Savoia, il duca d’Aosta Emanuele Filiberto di Savoia, il duca di Bergamo Adalberto di Savoia – si arriva fino ai grandi nomi della cultura e della politica – Benito Mussolini, Arrigo Solmi, Pietro De Francisci, Riccardo Del Giudice, Mariano D’Amelio, Giovanni Battista Bonino, Pietro Badoglio, Giuseppe Bottai – spesso omaggiati del prezioso riconoscimento della laurea honoris causa alle soglie del XXI secolo. Di notevole interesse anche i personaggi rappresentativi insigniti della Matricola ad honorem, ambito riconoscimento assegnato ad una personalità indiscussa nel campo delle arti, delle lettere e delle scienze nel corso del tradizionale ritrovo in Ateneo degli ex studenti pavesi: Norberto Bobbio, Federico Fellini, Giulio Natta, Enzo Ferrari etc.

L’esposizione prosegue con un nucleo di immagini più recenti che arrivano fino ai giorni nostri, di presidenti, politici, religiosi, scienziati e letterati che, con il loro passaggio, hanno dato lustro all’Ateneo pavese come Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Giovanni Spadolini, Indro Montanelli, papa Giovanni Paolo II, Rita Levi Montelcini, Carlo Rubbia, Riccardo Muti.

Ma non possiamo dimenticarci che dietro all’obiettivo che ha immortalato questi momenti c’è spesso l’arte e la perizia di famosi fotografi che hanno svolto una preziosa opera per esaltare la gloria dell’Ateneo: Guglielmo Chiolini, Paolo Alessio, Luigi Nazari, Giuliano Carraro etc. Grandi professionisti che hanno saputo interpretare gli istanti gloriosi, talora forse retorici, ma testimonianze di eccezionale valore del rapporto tra l’Università, la città e la storia del nostro Paese.

Di ogni scatto sono stati accuratamente descritti dalla curatrice il contesto e i personaggi, un lavoro attento e meticoloso che ha il pregio di offrire le chiavi d’accesso per l’interpretazione dell’evento rappresentato al grande pubblico. Fondamentale il percorso storico-didascalico che guida l’utente verso una conoscenza approfondita dei fatti, ripercorrendo le circostanze che diedero vita all’occasione della visita illustre, le programmazioni delle giornate, i dettagli delle ambientazioni e delle persone coinvolte.

A corredo delle fotografie, compongono il quadro degli eventi l’esposizione delle testimonianze archivistiche che furono redatte in occasione della visita, oltre a quotidiani dell’epoca, al materiale documentario conservato dalla Biblioteca Universitaria e numerosi scatti provenienti dal Fondo fotografico dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Pavia.

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