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Claudio Palmieri, Presepe celeste c
Mostra

Claudio Palmieri Presepe Celeste

via Tito Angelini, 22, Napoli
fino a lunedì 21 gennaio 2019
Tempo di lettura: circa 2 minuti
In occasione della manifestazione per la riapertura della Chiese delle donne, della Certosa e Museo di San Martino del 13 dicembre 2018, è esposta a Castel Sant’Elmo l’opera di Claudio Palmieri Presepe Celeste, un omaggio all’ importante collezione presepiale della Certosa di San Martino. La mostra, curata da Anna Imponente direttore del Polo museale della Campania, presenta una grande installazione sospesa in uno dei luoghi più suggestivi di Castel Sant’Elmo, il cavernoso ambiente a cui si accede percorrendo il ponte levatoio oltre il maestoso portale con il fregio scultoreo celebrativo del soggiorno di Carlo V a Napoli nel 1535. È qui che avviene il passaggio dalla rampa esterna scavata nel banco tufaceo della collina al tortuoso camminamento che si inoltra negli antri del Castello prima di riemergere sulla grandiosa Piazza d’Armi. Dal più ampio sguardo che abbraccia il centro storico della città fino al Vesuvio dall’entroterra fino al Golfo, il visitatore si immerge in uno snodo di penombra tra gli ambienti sotterranei, le segrete con le zone di servizio del Forte, e il percorso che conduceva in alto agli edifici del comando e dell’amministrazione.In questo luogo trova accoglienza il racconto della Natività: la Sacra Famiglia adorata dai Re magi e da un pastore e vegliata dall’alto da un angelo. Come in un estremo lavorio a intreccio ‘per via di levare’, Palmieri riduce le figure dei personaggi a filiformi sagome d’acciaio con inserti in ceramica smaltata che si stagliano sul tufo giallo, come essenze arboree fiorite tra le pietre. La scena appare sospesa nel vuoto, in una dimensione sia terrena e materica che “celeste” e impalpabile.L’opera è stata esposta nel 2006 al Museo Internazionale del Presepio “Vanni Scheiwiller” di Castronuovo Sant’Andrea (PZ) e nel 2012 nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Acquista una nuova identità confrontandosi con la sinopia della Madonna nella nicchia retrostante che con i cannoni puntati per l’arte della guerra. In una città in cui la storia del Presepe affonda le radici in una consuetudine secolare del più alto artigianato artistico crea un singolare legame con i presepi storici custoditi nel vicino Museo della Certosa di San Martino. Claudio Palmieri, ripercorre “la tradizione per uscirne, narrare una storia senza scivolare nel già detto, costruire una immagine che sia un rimando culturale ma non attenui il mistero, anzi si caratterizzi per i problemi plastici affrontati e le possibilità di linguaggio insite in una scena carica di interrogativi tramandati da un secolo all’altro” (Giuseppe Appella) . Questa riflessione sul tema del sacro diventa ponte tra passato e presente, tra figurazione ed evocazione. Claudio Palmieri, nato a Roma nel 1955, allievo del pittore futurista Mino Delle Site, si diploma all'Accademia di Belle Arti di Roma. Esponente della Nuova Scuola Romana o Scuola di via del Paradiso ha al sua attivo una ventennale attività artistica nazionale ed internazionale. Nel 1985 è la sua prima personale alla Galleria l’Attico di Roma e l’anno seguente espone alla Galleria Annina Nosei di New York e nella sezione Aperto della XLII Biennale di Venezia. Si afferma con grandi tele materiche nelle quali gli elementi floreali sono trasfigurati dal gesto informale della sua pennellata. Dal 1987 nei suoi lavori la pittura lascia il posto al metallo, ceramiche smaltate, tessuti e legno esprimendosi con elementi scultorei filiformi che conquistano lo spazio sublimando il dato naturalistico sempre presente nella sua produzione. Ha esposto nelle più conosciute gallerie e nei musei di New York, Milano, Modena, Bologna, Bari, Graz, Zurigo, Firenze, Spoleto, Edimburgo, Torino, Matera. Ha partecipato alla mostra itinerante, La scultura italiana del XX secolo, 2001- 2002, esponendo a Yokohama, Ibaraki, Sapporo e Shimane. Le sue opere sono presenti in diversi Musei d’Europa.

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