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Modena post-Vasco

CC BY Wikipedia
1 anno fa
Via Lanfranco, 6, Modena

“In tanti potranno dire “io c’ero!” l’1 Luglio 2017, tra gli oltre 200.000 accorsi a Modena per il mega concerto di Vasco. Dopo l’evento dell’anno e il passaggio folgorante del Rossi nazionale, la città non è più la stessa e si racconta a ritmo di rock!”.

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L’Alba chiara di Modena    

Nell’area ormai vuota del Modena Park, che sabato 1 Luglio 2017 straripava di oltre 200.000 persone accorse da tutta Italia (e non solo) per assistere al concerto-evento di Vasco Rossi, oggi si respira un’atmosfera un po’ malinconica ma ancora “elettrica”. L’onda d’urto non si è esaurita del tutto, e la città di Modena, che si è risvegliata “in un’Alba chiara”, ha voglia di contagiare anche a chi il mega evento se l’è perso.

Modena in tre parole? Cultura, motori e sapori! Lasciata l’area immensa del concerto, raggiungiamo uno dei centri storici più belli d’Italia, che vanta la presenza di ben tre Siti UNESCO da non perdere: la Cattedrale, la Torre Civica e Piazza Grande, ovvero un patrimonio d’arte e architettura che da solo vale la visita.

Modena è quella che si definisce una “città a misura d’uomo”, che gravita attorno all’antica Via Emilia (187 a.C.), e in pochi metri racchiude una storia ricca e secolare. Tutto, attorno a noi, evoca la grandezza degli Este: dal Palazzo Ducale al Palazzo dei Musei, che ospita la straordinaria Galleria Estense, con capolavori di Correggio, Guido Reni, El Greco, Guercino e Tintoretto, solo per citarne alcuni, oltre a una collezione di strumenti musicali e gioielli. Nella stessa sede troviamo anche la Biblioteca Estense, che conserva la preziosissima Bibbia di Borso d’Este, e i Musei Civici.

Il rombo di motori che sentite in lontananza richiama un’altra anima della città, quella legata alla tradizione automobilistica e al nome di Enzo Ferrari, il cui museo (MEFMuseo Enzo Ferrari) si trova a pochi minuti dalla stazione dei treni e dal centro storico. La struttura in sé è già un capolavoro: riproduce un cofano di alluminio giallo ed espone le auto che hanno fatto la storia della Ferrari e del suo fondatore.

Come non visitare il Museo della Figurina? Modena, infatti, è l’industriosa città che ha dato vita al sogno dei fratelli Panini, rendendolo leggenda per tutti noi.

Tornando nel candore dei monumenti del centro, che risaltano sullo sfondo dei tipici toni caldi delle facciate dei palazzi, un certo languorino ci induce alla solita sosta gastronomica. Nell’imbarazzo della scelta, optiamo per una cena tradizione in un’osteria tipica dove, tra i tanti prodotti che fanno capo alle filiere dei Consorzi di Tutela (dall’aceto balsamico al Lambrusco, passando per il Prosciutto di Modena e il Parmigiano-Reggiano), assaggiamo le “crescentine”, cotte nelle tipiche “tigelle”, e concludiamo con la dolce sfogliata di Finale Emilia, detta anche “Torta degli ebrei”.

Due passi dopo cena ci fanno notare che, malgrado Vasco sia già ricordo, “Se guardi in alto c’è ancora la luna”!

 

Eliana Iorfida   

 

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