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Life Style

Un “Cannone” che spara note? Il violino di Paganini

Genova 3 anni fa Tempo di lettura: meno di 1 minuto

Quasi come fosse un prolungamento di se stesso, un’estensione del suo braccio, tanto da suscitare le gelosie della compagna Antonia Bianchi – che, un giorno, ebbe l’ardire di scagliarne la custodia sul pavimento e mandarla in frantumi – il celeberrimo Guarneri del Gesù di Niccolò Paganini, fu ribattezzato dallo stesso “il Cannone” per la potenza del suo suono robusto.

La tonante arma impropria entrò in possesso del compositore che “non ripete” intorno al 1802, a Livorno, e fu amore a prima vista. Col passare degli anni, “il Cannone” ha subito vari interventi e accorgimenti, sempre sotto la guida e l’attenzione scrupolosa del legittimo proprietario, fin oltre il suo ritiro dalle scene, nel 1834, in occasione dei numerosi concerti che Paganini continuò a tenere in Inghilterra, Francia e Belgio, malgrado la voce del “Guarnerius” si affievolisse gradualmente.

Dopo la morte del musicista, avvenuta nel 1840, il “Cannone”, insieme a una ricca collezione di strumenti ad arco, passò al figlio Achille, con una clausola testamentaria ben precisa: il Guarneri doveva restare indissolubilmente legato alla città di Genova, “perché fosse perpetuamente conservato”.

Ancora oggi, “il Cannone” si può ammirare in una sala di Palazzo Doria-Tursi, sede del Municipio di Genova, all’interno della teca che lo custodisce gelosamente.

 

Eliana Iorfida

 

PhCredits

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