Area Archeologica

Area archeologica e Antiquarium di Veleia

Strada Provinciale, 14, Morfasso, (Piacenza)
Il municipium di Veleia fu fondato in seguito alla conquista romana del II secolo a.C. nel cuore del territorio della tribù ligure dei Veleates, sul luogo del preesistente centro indigeno. La città si sviluppò su un sistema di terrazze digradanti. Il foro fu edificato su un ripiano artificiale ottenuto con un massiccio sbancamento. Pavimentato ai tempi di Augusto da Lucio Licinio Prisco, importante magistrato locale, è circondato su tre lati da un portico su cui si aprivano botteghe e ambienti pubblici.
Un imponente ingresso consentiva l’accesso dalla terrazza più bassa. Sul lato opposto il complesso era chiuso dalla basilica, dove si levavano le dodici grandi statue in marmo di Luni, raffiguranti i membri della famiglia giulio-claudia, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Parma. A monte sono i resti dei quartieri di abitazione e di un edificio termale.
Patrimonio culturale della regione fin dal 1760, quando il Duca di Parma don Filippo di Borbone ne avviò l’esplorazione a seguito del ritrovamento casuale (nel 1747) dell’iscrizione bronzea della Tabula Alimentaria traianea, Veleia è oggi uno dei centri archeologici più importanti dell’Italia settentrionale.
L’Antiquarium, di recente riallestimento, accoglie reperti che illustrano i momenti più significativi della storia di Veleia.

Gazzola

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