Quando il Duca Bianco incontrò l’Italia - ViaggiArt
Life Style

Quando il Duca Bianco incontrò l’Italia

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2 anni fa
Firenze

Le sere adolescenziali passate ad osservare il crepuscolo che diventa  cielo stellato, nelle orecchie solo l’ampiezza delle note di “Starman” che ingigantiscono i pensieri e fanno sognare un atollo spaziale sul quale sosta l’uomo delle stelle, l’uomo che diventa divinità, nella voce di David Bowie. In questo giorno, con il doppio degli anni ma sempre con le stesse emozioni guardo ad un atollo che accoglie un’icona irraggiungibile, ma in fondo tutti auspicano, prima o poi, un ritorno a casa.

Nel giorno in cui David Bowie ci lascia per volare su una Blackstar, ViaggiArt rende omaggio alla sua immagine di alieno icona dell’ambiguità sessuale, Duca Bianco, algida figura che ha schiuso le porte della new wave, ricordandone il rapporto con l’Italia e i tanti concerti consumati nei nostri teatri, come fulgidi passaggi di un astro immortale.

Bisognerà attendere il 1969, anno particolarmente intenso, perché il Duca approdi per la prima volta in Italia, al Teatro Primeo di Monsummano Terme per il “Premio Internazionale del Disco”. Arriverà secondo, ma riceverà il premio della Critica, primo riconoscimento della sua carriera.

Negli anni ’70 l’atto di nascita del glam rock e gli Stati Uniti: il 1972 è l’anno di Ziggy Stardust e del primo tour ufficiale di David Bowie. Ne seguiranno altri quindici nel corso della sua carriera, che condurranno la luce inquieta del Duca a risplendere molte volte sui palcoscenici italiani.

Proprio in quegli “anni di piombo” (1977), quando nessuna star straniera voleva suonare in Italia per via degli scontri all’ordine del giorno, Bowie rivelava in un’intervista al Corriere della Sera il suo sogno segreto: un grande concerto gratuito niente meno che al Colosseo! Il Gran Maestro del Rock decadente inaugurava così, in modo eclatante e provocatorio, non solo una tournee, ma un nuovo modo di darsi in pasto al pubblico. Uno stile, una via inesplorata:

 

«Sono ricco, non so nemmeno quanto. Voglio fare, l’anno prossimo, un concerto gratis a Roma, fra le rovine del Colosseo ».  

 

Il 1983 è Let’s Dance, il più grande successo commerciale della sua carriera. Proprio alla fine del tour, che per la prima volta tocca l’Italia con le date di Firenze, Roma, Milano e Torino, Bowie conoscerà il chitarrista Reeves Gabrels e darà origine ai Tin Machine, con cui nel 1991, dopo la pubblicazione del secondo LP, inaugurerà il breve It’s My Life Tour dal Teatro Smeraldo di Milano.

L’Italia gli è rimasta nel cuore! È il 6 giugno 1992, siamo a Firenze, nella quiete della Chiesa Episcopale di St. James, quando David Bowie e Iman Abdulmajid dicono “Sì”: lei è una principessa somala, figlia di un ambasciatore, gazzella nera delle passerelle; lui, il Duca Bianco.

Ci lascia un vuoto incredibile, incolmabile: nel suo ultimo video, “Lazarus”, il suo tormento si fa carne, ma la redenzione è vicina. E nell’animo di tutti noi si fa largo la flebile speranza che lui, come le più grandi divinità, tra tre giorni risusciterà e tornerà tra noi. Buon viaggio, Duca.

 

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Firenze è la Città Metropolitana capoluogo della regione Toscana, e si estende nella piana attraversata dal fiume Arno. Importante centro universitario e “Patrimonio dell'Umanità” UNESCO, è considerata il luogo d'origine del...

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