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Tradizioni

Il misterioso sentiero verso la Sacra di San Michele

Sant'Ambrogio di Torino, (Torino) 4 anni fa Tempo di lettura: meno di 1 minuto

La Via Francigena e  il Cammino di Santiago sono tra le strade più battute da migliaia di pellegrini che, ogni anno, compiono un viaggio per ritrovare o fortificare la propria anima. Ma c’è un percorso particolare, dimenticato per secoli, un’antica via di pellegrinaggio, con santuari disposti lungo una linea misteriosa che insegue la figura di un Arcangelo protettore e guerriero: il sentiero della Via Michelita.

La leggenda narra che a unire in un’unica traiettoria tutte le basiliche, dall’Irlanda al Sinai, oltre alla venerazione del Santo, sarebbe la Sua arma: la spada con la quale San Michele, durante la lotta contro il Diavolo, provocò una faglia invisibile ma profonda sotto la superficie terrestre, delineando il tracciato ammantato di mistero che, in seguito, sarebbe divenuto cammino di fede e luogo d’esilio di Satana, caduto negli Inferi.

Tra i Santuari posti lungo questa fenditura, a protezione e guardia dal Maligno, tre luoghi rivestono un fascino particolare:  Mont Saint Michel, in Francia, la Sacra di San Michele, in Val di Susa e il Santuario di Monte Sant’Angelo, nel Gargano, accomunati dalla singolarità di trovarsi alla medesima distanza (1000 km) l’uno dall’altro. Un ammonimento dell’Arcangelo ai fedeli a mantenersi nella rettitudine e non abbandonare il rispetto rigoroso delle leggi di Dio? Altra particolarità: la direttrice è in perfetto allineamento col tramonto del sole nel giorno del solstizio d’estate, ritenuto importante per riti e connessioni energetiche con la natura.

La Sacra di San Michele vanta numerose leggende e prodigi, la più famosa delle quali è legata alla Torre della Bell’Alda. Si racconta che Alda fosse una ragazza molto bella, pia e devota. Mentre si recava al Santuario per pregare, venne assalita da soldati. Per scappare alla violenza si gettò da una torre del monastero, in un gesto di purezza e sacrificio che impietosì gli angeli e la Madonna, che la salvarono, facendola arrivare a valle sana e salva. La ragazza, raccontò a tutti il salvataggio miracoloso, ma nessuno credette alle sue parole. Allora, peccando di superbia nella convinzione dell’immortalità, Alda tornò sulla torre e si gettò nel vuoto, morendo sul colpo.

L’orecchio, fu la parte più grande che trovarono della bell’Alda“.

(Proverbio locale)

Domenico Casaleno

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