Cosenza è LandWorks: 10 giorni d’arte effimera | ViaggiArt
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Cosenza è LandWorks: 10 giorni d’arte effimera

BY Landworks
1 anno fa
Cosenza

Se state passeggiando in uno dei centri storici più suggestivi della Calabria e all’improvviso vi trovate circondati da installazioni paesaggistiche d’avanguardia, allora siete a Cosenza, nel bel mezzo di LandWorks: 10 giorni d’arte effimera!

Volete saperne di più? ViaggiArt vi accompagna nella piccola kasba di Cosenza e tra i BoCs-Art del lungofiume, il leggendario Busento di Alarico, alla scoperta di un esperimento artistico che vi lascerà senza fiato…

 

All’opera tra i BoCs-Art del contemporaneo

Che Cosenza non sia solo “Città dei Bruzi” lo dimostra il fermento d’arte contemporanea che negli ultimi anni ha trasformato il centro storico, e non solo, in un vero e proprio museo a cielo aperto: dai BoCs-Art, le poliedriche residenze artistiche dislocate sul lungofiume, laboratori internazionali del contemporaneo, alle opere che tracciano il percorso del MAB (Museo all’Aperto Bilotti) e che segnano i luoghi della leggenda storica, è ormai innegabile che la città voglia raccontarsi con un volto nuovo, ispirato e decisamente fuori dagli schemi.

E allora LandWorks! Tutti all’opera per dieci giorni ad alto tasso creativo. La nuova residenza artistica manipola il cuore di Cosenza dal 18 al 28 Maggio, facendolo pulsare di opere effimere paesaggistiche nate dall’estro di architetti, urbanisti, artisti e studenti del workshop.

L’associazione LandWorks, con in testa il suo direttore scientifico, l’architetto paesaggista berlinese Stefan Tischer, lascia per la prima volta la propria sede sarda e approda a Cosenza per vestire e ri-vestire di senso i luoghi del centro storico lasciati “vuoti”, abbandonati all’oblio.

Concluso l’evento, le opere d’arte materiali “abiteranno” definitivamente tali luoghi come dono alla città, così come quelle “effimere”, che a dispetto della definizione lasciano anch’esse traccia importante del loro passaggio come azioni di pulitura da erbacce o rifiuti.

Non solo, stavolta il quartier generale dei BoCs-Art e le attività ispirate all’architettura e al paesaggio passeranno alla storia come una vera e propria invasione di artisti internazionali, da Stoccarda a Bangkok passando per la Nuova Zelanda e una firma di casa nostra, il fotografo Filippo Romano a immortalare tutte le fasi del workshop.

L’aria cosmopolita che pervade Cosenza finisce per contagiare anche ViaggiArt, che vi guida volentieri tra i nuovi scenari del paesaggio possibile e i vecchi scorci della storia cittadina: dall’installazione-rifugio nel quartiere di Santa Lucia, alla Chiesa diroccata di Santa Teresa d’Avila, sul colle Triglio, a Palazzo Ventura e i Ponti storici, il centro storico si anima come una “selva urbana” che risorge dalle proprie macerie.

Ben 14 siti oscillano tra bellezza e degrado e più di 1000 idee collegano il fiume al Castello Svevo in un bizzarro cortocircuito sensoriale che fa di Cosenza un avamposto di creatività contemporanea.

 

Eliana Iorfida

 

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