Noi...non erano solo canzonette, 100 voci c
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Noi...non erano solo canzonette, 100 voci

TORINO- Da Domenico Modugno a Fabri Fibra, la storia d'Italia in 100 canzoni, in un raccontoparziale, ma senza pregiudizi né esclusioni, leggero ed emozionante come solo la colonna sonora diuna vita può essere. E' così 'NOI...non erano solo canzonette', un viaggio sull'autostrada di unpaese che si scopre via via impegnato e frivolo, bigotto e spudorato, intellettuale ed edonista, elo dice cantando. Per riviverlo basta attraversare il percorso della mostra aperta dal 22 marzo al 7luglio alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, curata da Giampaolo Brusini, Giovanni De Luna eLucio Salvini, patrocinata da Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Rai, Siae, Fimi eScf, prodotta da Bibibus Events con il supporto di Intesa Sanpaolo. Quindi note, oggetti,memorabilia, in un percorso cronologico e multisensoriale in cui musica, società, stili di vita,mode, si intrecciano l'uno con l'altra. Si parte nella prima stanza con l'abbraccio dellagigantografia di Modugno, contornato da un palco stile Sanremo. Intorno a lui echi della musica dellungo dopoguerra, mandata in pensione dall'arrivo dei Buscaglione, dei Carosone. Poi si sale sulTreno del Sole, si passa attraverso la città guidati dalla voce di Giorgio Gaber, poi un corridoioci riporta il sapore delle baraccopoli di periferia, e si sbuca nella quarta stanza, quella del"Boom". La quinta stanza è quella dedicata alla tv e alla nuova comunicazione. La tv delle tre "I"(Informare, Istruire, Intrattenere) e quella del Carosello. Poi s'incontra l'esercito del surf, e lanascita dei giovani come nuovo soggetto sociale, Il miracolo delle vacanze di massa,"Abbronzatissimi. La nona stanza racconta "C'era un ragazzo che come me". Il cammino prosegue non èancora concluso nella stanza successiva: quello dell'emancipazione femminile. Salendo le scale siascende a "Dio è morto", dove balconi vuoti e finestre chiuse vaticane, spingono Bennato a scrivere"Affacciati Affacciati". La dodicesima stanza è per "Contessa", qui le rivolte operaie, il lungo"autunno caldo" del 1969 che porta alla conquista dello Statuto dei lavoratori. In "La Locomotiva"si incontrano gli anni 70 del terrorismo, camminando su un tappeto che riproduce l'interno dellaBanca di Piazza Fontana dopo la strage. Si arriva a "Musica Ribelle", alle Woodstock italiane, alleradio libere. La penultima stanza, la "Febbre del Sabato Sera", rappresenta il gigantesco esorcismocollettivo andato in scena nell'Italia del finale degli anni '70. Il 13 marzo la prima italiana delfilm di Travolta e, tre giorni dopo, il rapimento di Aldo Moro e l'assassinio di tutta la scorta.   L'ultima stanza, "Splendido splendente", rappresenta la chiusura di una stagione e l'apertura diuna nuova. Arrivano Canale 5 e i Processi del lunedì, tornano le "maggiorate" e il culto del corpo.A chiusura del percorso, sarà Fabri Fibra a darci il benvenuto nel "nuovo mondo". Ma prima di quelladi Fabri Fibra ci sono le voci a scandire la visita. La fruizione musicale è a più livelli:dall'audio diffuso nelle varie sale alle opere ascoltabili in cuffia, agli speaker direzionali per ifilmati d'epoca. Ci sono le voci: da Peppino di Capri a Francesco Guccini, da Patty Pravo a FabrizioDe André, per un totale di 100 brani scelti frutto di una selezione in grado di trasmettere, anche achi non c'era, il senso profondo di quella musica e di quegli anni. (ANSA).   
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