Caso copia Ultima Cena a Saracena c
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Caso copia Ultima Cena a Saracena

(di Clemente Angotti) (ANSA) - SARACENA (COSENZA), 6 FEB - Si riapre il "caso" della copia fedeledell'Ultima cena di Leonardo da Vinci riscoperta, di recente, all'interno del refettorio dell'exconvento dei Frati Cappuccini a Saracena, abbandonato da anni e ridotto ad un rudere raggiungibilesolo a piedi.   Ad attribuire l'opera murale al pittore pugliese Giacomo Bissanti (1822-1879), già operante nellacittadina calabrese, nella chiesa cinquecentesca di Santa Maria del Gamio (cioè dell'Amore divino),è oggi lo storico Vincenzo Napolillo in un articolo sul periodico dell'arcidiocesi di Cosenza"Parola di vita".   Secondo la ricostruzione dello studioso, sulla quale non tutti concordano, Bissanti, su incaricodei Cappuccini, riprodusse con grande perizia e fedeltà il monumentale affresco conservato inoriginale, a Milano, nell'ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di SantaMaria delle Grazie. "E la riproduzione - precisa Napolillo - è di ottima fattura, anche se l'autorenon se la volle attribuire avendola probabilmente ripresa da una stampa dell'epoca per non toglierenulla alla maestosità dell'originale".   La cittadina del Pollino, salita con questa vicenda alla ribalta nazionale, anche per lacoincidenza con il quinto centenario della morte del genio del Rinascimento italiano, è già custodedi opere e chiese tardo medioevali di assoluta bellezza. E proprio nel convento che ospitò ancheSant'Angelo d'Acri, conserva dell'Ultima cena, secondo Napolillo, "una raffigurazione mai stanca emai inespressiva, calibrata dal risultato artistico non irrilevante, nonostante il deterioramentodell'opera prodotto da umidità e abbandono".   Il convento dei Frati Cappuccini di Saracena fu fondato nel 1588 e acquisì particolare importanzanei secoli XVII e XVIII, diventando sede del noviziato e luogo di studi. Tra alti e bassi, chiusedefinitivamente nel 1915. L'ultimo utilizzo fu come prigione nel 1917 e 1918 durante il primoconflitto mondiale. Nella cittadina la presenza dell'affresco è nota da sempre e da tempo si èlavorato per tentare di salvaguardarlo dalle intemperie. "Abbiamo avviato da anni - dice il sindacoRenzo Russo - un'interlocuzione con le gerarchie provinciali dei Frati Cappuccini per subentrarenella proprietà dell'immobile e tentare di mettere in sicurezza l'affresco. Ma non se n'è fattonulla. Purtroppo le nostre possibilità di bilancio sono limitate. Anche la Soprintendenza è statacontattata, ma sino ad ora le nostre richieste non hanno ottenuto alcun riscontro".   Intanto, intorno alla riscoperta dell'Ultima cena di Saracena cresce l'interesse, come confermaanche il vice sindaco Biagio Diana. "In tanti - prosegue il sindaco Russo - stanno arrivando qui datutta la Calabria e anche per questo sarebbero fondamentali degli interventi di restauro eprotezione. Allo stato, anche grazie alle associazioni che hanno riacceso i riflettori sull'opera, èstato fatto un intervento sul tetto, ma servirebbe ben altro per garantire il mantenimentodell'affresco". (ANSA).   
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