Boldini, moda e muse della Belle Époque c
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Boldini, moda e muse della Belle Époque

FERRARA - Le donne dai volti ammiccanti, ingenui o misteriosi, con gli audaci décolleté e i corpifasciati da voluttuose stoffe, che iniziano a prendere consapevolezza di sé e del proprio ruolo. Epoi il trionfo del lusso e dell'eleganza della Belle Époque, negli intrecci tra alta moda, arte eletteratura, in una società che nel passaggio tra '800 e '900 sta cambiando pelle. E' l'immagineluccicante e raffinata, ma complessa e sfaccettata, di un mondo che corre verso la modernità quellarestituita dalla mostra "Boldini e la moda", allestita a Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 16febbraio al 2 giugno. A cura di Barbara Guidi con la collaborazione di Virginia Hill, la mostraapprofondisce il rapporto di reciproca influenza che il ferrarese Giovanni Boldini ebbe con la modae i grandi couturier della Parigi di fine secolo, città in cui egli si affermò come artista.Il progetto espositivo - un lungo percorso tra dipinti, disegni e incisioni di Boldini accanto adalcuni lavori di colleghi come Degas, Manet e Sargent, e preziosi abiti d'epoca, libri e accessori(per oltre 120 pezzi) - documenta la capacità dell'artista di intercettare e interpretare il gustodell'epoca, ma anche di influenzarlo con la sua pittura febbrile, seducente e dinamica, fatta dilunghe pennellate e grande intensità psicologica. Dipingendo in modo accattivante abiti eatteggiamenti, il pittore ha lasciato un'eredità feconda, che ha colpito l'immaginario dellegenerazioni successive di stilisti, fotografi e costumisti, da Christian Dior a Piero Tosi, daGiorgio Armani ad Alexander McQueen, contribuendo alla nascita del concetto di glamour. Definito nel1909 dalla rivista di moda Femina "pittore della donna moderna" e poi nel 1931 da Vogue "pittoredell'eleganza", Boldini di certo impresse il proprio segno sul genere del ritratto, realizzando telein grado di andare oltre il soggetto rappresentato. Grazie alle tante 'muse' che desiderose dimostrarsi al meglio frequentarono il suo atelier per farsi ritrarre, Boldini trovò la propriapersonale maniera di raccontare l'evoluzione della società, e di dar vita a un canone di bellezzamoderno. Egli fu capace di leggere tra le righe di un contesto fatto di frivolezze, eleganza elusso, anche la nascente consapevolezza della donna, non solo quella aristocratica ma anche quellaappartenente alla nuova classe borghese, comunicando nelle sue tele il diritto di quest'ultima aessere seducente, enigmatica ma soprattutto protagonista delle proprie scelte."Boldini accompagna il percorso di emancipazione del mondo femminile. Inizialmente la donna siesprime anche facendo di sé un'opera d'arte, poi va oltre e anche Boldini inizia a frequentare nonsolo signore altolocate ma donne di teatro e intellettuali, dunque già emancipate. Quindi le donnediventano sempre più libere di scegliere come apparire", spiega all'ANSA la curatrice Barbara Guidi."Da anni ricostruisco l'intera vicenda artistica di Boldini, pittore molto popolare ma in fondo pocostudiato", prosegue, "l'artista ha avuto con la moda un rapporto dialettico: ne ha capito ilsignificato, non ha solo raffigurato dei vestiti. Per questa mostra ci sono voluti più di 3 anni:nel percorso tematico e cronologico sono partita dalle parole degli scrittori a lui vicini, comeWilde, Baudelaire e James, per comprendere gli intrecci tra moda, arte e letteratura".
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