All'alba nella Valle dei Templi tra dei ed eroi c
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All'alba nella Valle dei Templi tra dei ed eroi

 VALLE DEI TEMPLI- Il bagliore del fuoco che Prométeo rotea fiero intorno a sé rischiara di colpogli ultimi lembi della notte. Poco più in là, davanti al tempio di Giunone, Cassandra offrelibagioni alla dea e racconta mesta la sua storia di indovina destinata a non essere mai creduta.Con l'estate tornano nel Parco dei Templi di Agrigento le visite all'alba e quest'anno nel percorsopatrimonio dell'Umanità irrompe il teatro, con gli dei e gli eroi del mito chiamati a raccontare idrammi e le storie della Grecia da cui provenivano gli abitanti dell 'antica Akragas . Gli stessimiti e le favolose storie che si ritrovano, stupefacenti, nelle decine e decine di vasi, anfore,boccali che affollano il museoGriffo al limitare del parco, un gioiello di architettura anniSessanta incastonato ad arte nel chiostro medievale della chiesa di san Nicola.   Dal VI secolo a.C. ad oggi, dalle epoche gloriose della colonia greca capace di costruire edificicolossali e di dominare i commerci, fino ai tempi nostri, passando per la città cristiana che sottoquei templi e negli anfratti di quelle mura seppellì i suoi primi morti, la collina e la valle diAgrigento si disvela e si racconta, srotola una storia che per qualche ora si fa emozione, luce,colore, voce.L'appuntamento con gli archeologi e le guide del Parco è alle cinque del mattino , la passeggiatalungo l'antica strada che congiunge i due templi maggiori si fa a gruppi ognuno con la sua guida cheaiuta nella scoperta di quella che fu la zona sacra dell'insediamento greco, costruita dai coloniarrivati dalla lontana Gela (e in parte anche da Rodi) non più con il marmo come ad Atene bensì conla sabbiosa pietra locale. "Proprio per questo i templi venivano intonacati e poi dipinti con unostucco bianco al quale era mescolata polvere di marmo per renderli lucenti come pietra, mentre icolori, probabilmente blu, rosso e tocchi di giallo venivano usati per il frontone, i capitelli, icollari delle colonne" , racconta uno dei giovani archeologi di Coopculture, la società che gestiscei servizi offerti dal Parco archeologico, dalla biglietteria alle visite guidate, dai bookshop conlibri specializzati e prodotti dell'artigianato locale ai percorsi. Il discorso viene interrotto daParide costretto a scegliere la più bella tra Era, Afrodite e Atena; e poi da Edipo accecato dallasua tragedia, Ulisse che si strappa dalle braccia della maga Circe, Andromaca che piange l'amatoEttore.Il teatro si confonde con la vita, le voci e i canti degli attori della Casa del Musical - tuttiragazzi siciliani diretti da Marco Savatteri - rendono vivi i monumenti, mano mano che la luce delgiorno avanza. Qua e là lungo il percorso, la ricostruzione fedele delle macchine che servivano aicoloni per sollevare gli enormi massi, offre lumi anche sulle tecniche di costruzione.Il gran finale davanti al maestoso tempio della Concordia, intero e colossale quasi come dovevaapparire nel 430 a.C . per volere del tiranno che lo aveva voluto a simbolo del suo potere, monitoper le ambizioni della vicina Selinunte. Insieme al Partenone è il tempio dorico meglio conservatoal mondo, forse anche perché secoli più tardi un vescovo cristiano, Gregorio, lo fece trasformare inuna chiesa e gli agrigentini continuarono ad usarlo. A giugno, per la prima volta, è stato ilpalcoscenico della sfilata di Dolce e Gabbana che si dice abbia reso al comune e al Parco un cachetmilionario in cambio di una esclusiva che ha creato qualche malumore tra la popolazione. Tant'è, diquelle serate super glam rimane il pavimento flottante in legno, che rende provvisoriamentecalpestabile l'interno del grande tempio, e una passerella per accedervi. Il parco ha annunciatol'intenzione di mantenerli fino a settembre per consentire anche al pubblico dei suoi visitatori lamagica visione del tempio dall'interno, dove ancora si percepiscono le tracce della suatrasformazione in chiesa.Le visite all'alba si ripeteranno il 28 luglio e poi nelle quattro domeniche di agosto , ma per chipreferisce ci sono anche i percorsi al tramonto (tutti i giorni fino al 15 settembre) e poil'esplorazione guidata nelle catacombe. Un nuovo magico percorso, con una passeggiata dolce tradistese di mandorli e pistacchi, collega la collina dei templi agli scavi archeologici che negliultimi anni hanno portato alla luce un quartiere romano di epoca ellenistica e proprio di recente iresti del teatro. Da lì basta alzare gli occhi e con il portale della chiesa di San Nicolal'atmosfera si fa medievale. Tra cespugli di capperi e di gerani la storia continua a srotolare lesue sorprese.   
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