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12 opere d’arte dove non te le aspetti dal fast food al commissariato c
Ansa

12 opere d’arte dove non te le aspetti dal fast food al commissariato

NAPOLI - Nel deserto, in un bar, in spiaggia, dentro un commissariato, in stazione o in un fast food; viaggio tra sculture, dipinti e installazioni nei luoghi piùimprevedibili  Una mano nel deserto Le dita di una gigantesca mano spuntano dalla sabbia del deserto di Atacama: è la scultura di Mario Irarrázabal, realizzata in ferro e ricoperta di cemento armato che dal 1992 troneggia nell’infinito paesaggio cileno, a 75 chilometri dalla città di Antofagasta, sulla Route 5 della Panamericana. Da lontano sembra un miraggio, ma avvicinandosi si capisce che è un’enorme scultura, alta 11 metri, che affiora dalle sabbie come in una disperata richiesta d’aiuto inascoltata nel luogo più arido ma magico della terra. Una forchetta spunta dalle acque del lago C’è una forchetta nel lago! E’ l’inevitabile esclamazione che coinvolge tutti coloro che arrivano a Vevey, sul lago di Ginevra, e visitano Alimentarium, il museo dell’alimentazione. Su una delle sponde del lago, infatti, si erge la gigantesca installazione in acciaio inossidabile, realizzata nel 1995 da Jean-Pierre Zaugg e Georges Favre, noti artisti locali. Dalla sponda sembra che la forchetta infilzi le acque del lago di Lemano. La metro come una galleria d’arte Sono sempre più numerose le stazioni metropolitane che ospitano opere d’arte; tra queste le 90 stazioni di Stoccolma, decorate da più di 140 artisti, somigliano a una galleria d’arte con installazioni sotterranee, mosaici, murales e persino uno scavo archeologico con colonne romane. La stazione T-Centralen è la più spettacolare e suggestiva: qui il soffitto cavernoso, dipinto nel 1950 da Vera Nilsson e Siri Derkert, è ricoperto da piante rampicanti color blu che ricordano primitive pitture rupestri. Quadri d’autore tra i tavolini del Bar Costa Nella piazza della chiesa di Santa Gertrudis de Fruitera, nel cuore dell’isola di Ibiza, c’è un bar storico che negli anni si è trasformato in una mostra permanente di opere d’arte. Il Bar Costa venne acquistato nel 1963 dal fotografo e giornalista Vincent Roig Pi e presto divenne un luogo frequentato da hippy e artisti provenienti da tutto il mondo. Tra questi il pittore cileno Andrés Monreal cominciò a pagare le consumazioni con i suoi quadri che il titolare appendeva alle pareti e metteva in vendita tra i numerosi clienti e turisti; con il ricavato delle opere il proprietario acquistava tele di artisti locali, che esponeva nel bar. Oggi, tra i tavolini del locale, sono esposte circa 80 dipinti. Statue di ghisa su Crosby Beach Nel villaggio di Sefton, a nord-ovest del porto di Liverpool, la lunghissima Crosby Beach è disseminata da un esercito di statue di ghisa che guardano l’orizzonte: sono 100, alte 189 centimetri e del peso di 650 chilogrammi, che affondano e riemergono con le maree lungo il litorale nel Merseyside. Si tratta dell’originale opera “Another Place” di Antony Gormley, che nel 1997 ha realizzato in ghisa 100 copie esatte del proprio corpo e che dal 2005 ha installato sulla sabbia della costa inglese. Sacro e profano tra i vicoli di Napoli In piazza Gerolomini, nel cuore di Napoli, ci si imbatte in un murales originale e irriverente, opera di Bansky, il celebre street artist di Bristol. E’ la “Madonna con la Pistola”, che ritrae con la tecnica dello stencil la Beata con un’arma sopra la testa, al posto dell’aureola. E’ una chiara denuncia sociale che unisce sacro e profano, cristianità e camorra. Per evitare danni al murales, come già era accaduto per un’altra opera di Bansky distrutta nella città partenopea, da alcuni anni è stato deciso di proteggere l’opera con una lamina in plexiglass. Un cono sopra il centro commerciale Un gigantesco cono gelato cola dal tetto di un centro commerciale a Colonia: è il “Cono rovesciato”, l’originale opera dello scultore olandese Coosje van Bruggen, lo stesso autore che con il collega Claes Oldenburg ha realizzato la scultura “Ago, filo e nodo” di piazzale Cadorna, a Milano. L’enorme opera, ispirata a oggetti di vita quotidiana, sembra sfidare la forza di gravità dal tetto della Neumarkt Galerie della città tedesca. Un serpente sulla riva dell’oceano Si chiama “Serpent d’Ocean” e rappresenta lo scheletro di un serpente: è l’opera dell’artista cinese Huang Yong Ping che dal 2012 si trova tra la riva dell’Atlantico e l’estuario della Loira a Saint-Brevin-les-Pins, non lontano dalla città di Nantes. L’inquietante scultura di metallo massiccio si rifà all’iconografia classica dei draghi cinesi ed è stata progettata per promuovere la salvaguardia dell’ambiente. In pista tra le opere d’arte In Val di Fiemme lo Ski Center Obereggen-Latemar, uno dei comprensori sciistici più belli delle Dolomiti, ospita una galleria di opere d’arte a cielo aperto, visitabile con gli sci o lo snowboard ai piedi. Il parco “RespirArt”, uno dei più alti al mondo sull’Alpe di Pampeago, infatti, consente di sciare ammirando 14 installazioni d’arte contemporanea realizzate da artisti internazionali, distribuite lungo l’adrenalinica pista Agnello e la sua variante, in uno scenario mozzafiato. Pareti affrescate nel commissariato di Zurigo Bahnhofquai, a Zurigo, è una stazione di polizia anomala: all’interno ospita un’opera di Augusto Giacometti, accessibile al pubblico. E’ un grande affresco con un tripudio di rossi e dorati, realizzato tra il 1923 e il 1925 dall’artista svizzero Augusto Giacometti sulle pareti e sulla volta dell’edificio. Per la presenza dei decori floreali, gli abitanti chiamano la sala Giacometti che ospita l’opera, “Blüemlihalle”, la sala dei fiorellini. Prima di diventare un commissariato, il palazzo ospitava un orfanatrofio e durante la ristrutturazione per convertirlo in un edificio amministrativo l’architetto Gustav Gull affidò a Giacometti l’affresco della cantina a volte, trasformata in ingresso, con l’obbligo di illuminare il soffitto con toni caldi e gioiosi. Per visitare l’opera bisogna solo presentare la carta d’identità; è possibile farlo tutti i giorni, dalle 9 alle 11 e dalle 14 alle 16. Disegni fiorentini in stazione Nel bar-ristorante della stazione di Santa Maria Novella, a Firenze, si possono ammirare due grandi tempere di Ottone Rosai raffiguranti paesaggi toscani. La stazione fiorentina venne inaugurata nel 1935 e nello stesso anno venne affidato a Rosai l’incarico di realizzare due disegni ad acquarello che raccontano il paesaggio collinare toscano con la luce calda che definisce lo spazio di campi, case coloniche e olivi. Rosai utilizzò una tecnica particolare: dipinse sullo stucco della parete con pigmenti mescolati a un legante a base di lattice di fico. Vetrate e fregi decò in un fast food Il fast food Mcdonald’s della centralissima Praça da Liberdade di Porto sorge dal 1995 sull’ex Imperial Café, famosissimo locale degli anni Trenta, ricco di decorazioni e sculture d’arte. Ancora oggi il locale conserva sulla facciata l’aquila in bronzo dello scultore portoghese Henrique Moreira e le bellissime decorazioni artistiche dell’interno: i fregi lungo il soffitto, i lampadari di cristallo e la massiccia vetrata dietro il bancone, realizzata dal portoghese Ricardo Leone, che raffigura i momenti salienti del caffè, dalla coltivazione alla lavorazione e al consumo al bar.
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