Estate 2019 in frenata, -2,3 mln di turisti c
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Estate 2019 in frenata, -2,3 mln di turisti

ROMA - L'estate 2019 frena: la stagione chiude con 205,7 milioni di presenze, circa 2,3 milioni inmeno rispetto al 2018 (-1,1%). Un bilancio magro, su cui pesano incertezze meteo e rallentamentoeconomico, ma anche la ripartenza dei Paesi mediterranei nostri competitor. È quanto emergedall'indagine CST per Confesercenti-Assoturismo su un campione di 2.484 imprese ricettive. Lacontrazione maggiore riguarda il mercato italiano, che si ferma a 110 milioni di presenze (-1,6milioni in meno sul 2019, -1,5%). Gli stranieri a 95,8 milioni (-0,7%), con una diminuzione di 696mila unità. "Questo significa che c'è ancora tanto da fare per stabilizzare i flussi turistici versol'Italia e per fidelizzare i visitatori. Il ritorno della delega al MiBACT riprende un percorsoproficuo voluto dal Ministro Franceschini. Ma serve attenzione maggiore per un settore che dovrebbeessere il volano della nostra economia", commenta Vittorio Messina, Presidente di AssoturismoConfesercenti.Secondo le stime di CST per Confesercenti-Assoturismo, la contrazione maggiore riguarda il mercatoitaliano, che si ferma a 110 milioni di presenze (-1,6 milioni in meno sul 2019, -1,5%). Glistranieri si fermano a 95,8 milioni di presenze (-0,7%), con una diminuzione di 696 mila unità. Ilrallentamento è confermato anche dai dati di contabilità nazionale Istat che segnalano unarretramento della spesa dei turisti esteri sul territorio nazionale (-1,5% nel secondo trimestredell'anno rispetto al primo).Non tutte le aree, però, hanno sofferto allo stesso modo. Il Nord Ovest segna il risultato migliore(+0,2%) grazie al leggero aumento della domanda straniera (+0,7%), mentre Nord Est e Centro hannoregistrato i risultati peggiori, entrambi in calo del -1,6%. Cali più contenuti sono statiregistrati nelle regioni del Sud-Isole (-0,6%), dove il mercato estero ha segnato il +1,2% e quelloitaliano il -1,5%. Dall'indagine emergono risultati differenziati anche per le diverse tipologie diprodotto. Le città d'arte hanno registrato un aumento stimato delle presenze al +0,4%, con unsensibile rafforzamento degli italiani (+1%) e una stabilità degli stranieri (+0,1%). Le localitàbalneari, invece, segnano il -2%, ( -2,9% gli italiani, -0,6% gli stranieri). In calo anche campagna(-0,6%) e località lacuali, che vedono un calo delle presenze del -1,9% (-2,4% di italiani e -1,8%dall'estero). Vero crollo, invece, per le località termali: il trimestre segnerebbe il -4,1%, con uncalo significativo sia degli italiani (-3,4%) sia degli stranieri (-4,9%). Tiene, invece, lamontagna. Rispetto all'estate 2018, il mercato straniero cresce solo nelle località ad interesseartistico-culturale e nelle aree di montagna. Aumentano sensibilmente le presenze da Francia eEuropa dell'est; più contenuta la crescita da Paesi Scandinavi, Benelux, Spagna, Russia e Cina.Stabile il mercato statunitense, canadese e brasiliano, mentre sono in flessione quello tedesco,britannico, austriaco, giapponese e indiano."Il primo consuntivo dell'estate 2019 ci consegna un quadro non incoraggiante per il settore, dopoil boom del 2017. Flessione dovuta alle cattive condizioni meteo del mese di maggio ma soprattuttoalla ripresa della competizione internazionale", commenta Vittorio Messina, Presidente diAssoturismo Confesercenti. "Questo significa che c'è ancora tanto da fare per stabilizzare i flussituristici verso l'Italia e per fidelizzare i visitatori che hanno ripreso a frequentare altre metedel Mediterraneo. Il ritorno della delega al MiBACT riprende un percorso proficuo voluto dalMinistro Dario Franceschini che torna a guidarlo. Ma la situazione che emerge dai recenti datiimpone un'attenzione maggiore da parte del Governo per un settore che potrebbe e dovrebbe essere ilvolano della nostra economia. L'auspicio è che il nuovo esecutivo ed il ministro Franceschini, a cuivanno i nostri migliori auguri di buon lavoro, mettano il turismo tra le priorità dell'agendapolitica e, in attesa che si concretizzi la possibilità da noi più volte indicata di un ministero adhoc per il turismo, ci auguriamo che la delega non debba più essere soggetta a migrazioni perchéquesto si può leggere come un declassamento di un settore di importanza fondamentale per lariqualificazione del territorio e la crescita economica del Paese".
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