7 luoghi segreti per scoprire la Puglia c
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7 luoghi segreti per scoprire la Puglia

OSTUNI - La Puglia è da sempre raccontata in tantissimi modi: da quelli standard, con le guideturistiche, a quelli più caratteristici e legati a un evento specifico, come la famosa Festa dellaTaranta che anima ogni anno tantissime città del Salento. E poi ci sono le vacanze dei vip, da cuiogni estate i giornali prendono spunto per mostrare le bellezze del territorio pugliese. Insomma, dimetodi ce ne sono molti, ognuno adatto a esigenze diverse. Per gli appassionati dei festival e perchi non sa rinunciare a qualche appuntamento culturale neppure in vacanza, abbiamo stilato unapiccola guida che segue il percorso di un famoso festival diffuso in valle d'Itria, da MartinaFranca a Cisternino, da Egnazia a Locorotondo. Si tratta del Festival dei Sensi, grazie al qualepotrete ascoltare le voci più autorevoli del panorama italiano e, al tempo stesso, scoprire luoghiincontaminati e bellissimi. Eccone alcuni. 1. CAVA CONTI a Cisternino - I toponimi come località La Tufara e via delle Cave testimoniano conchiarezza come questa zona in cima ai monti di Cisternino sia luogo storico di estrazione di unapietra compatta detta tufo bianco o pietra gentile: da qui per secoli è stata estratta lacalcarenite.Onorina Pozio, nonna dell’attuale proprietario, aveva ereditato questa cava, cava Conti, dal padreEdoardo, componente di una delle famiglie più importanti di Cisternino. Anche dopo il suo matrimoniocon l’avvocato Francesco Conti, di Locorotondo, la cava era stata lasciata in concessione ai mastrilocali.Il loro figlio, Giulio Cesare Conti, comandante del Battaglione San Marco, eroe di guerrapluridecorato, guida del corpo speciale Nuotatori Paracadutisti, nei primi anni ’50 si era resoprotagonista di un’azione che lo aveva portato alla ribalta internazionale: quando l’Iran avevanazionalizzato il petrolio e l’Inghilterra cercava di impedirne l’esportazione, Conti era riuscito aforzare il blocco portando fuori dal Golfo Persico le navi cariche dell’oro nero. Con la ricompensaricevuta dal governo iraniano acquistò nuove macchine per ammodernare la cava e decise di condurlain proprio, dandole così nuovo impulso e individuando tra l’altro una piccola vena di onice. Con lostesso stile deciso che aveva caratterizzato un po’ tutta la sua vita il Comandante mise mano algiacimento e ne fece un piccolo drappello che sfornava basolati in pietra, cordoli per marciapiedi,materiali e rivestimenti per le ville, e polvere con la quale si producevano mattoni anche neltarantino.Dopo la sua morte improvvisa, il figlio Francesco Conti, avvocato come il nonno, ha condottol’attività estrattiva fino agli anni 2000, quando per vincoli ambientali e urbanistici la cava èstata dichiarata non più utilizzabile. Molte delle suggestive strade dei Sassi di Matera sono statelastricate con questa bella pietra il cui colore bianco latte tende rapidamente a suggestiveimbruniture.Gli appuntamenti: questo luogo, molto semplice eppure altrettanto suggestivo, ospiterà venerdì 23agosto alle 18.45, l'inaugurazione della decima edizione del Festival dei Sensi.Venerdì 23 agosto ore 19.45 - Peppe Barra con "Una luminosa storia intricata"2. PARCO DEL VAGLIO a Locorotondo- Elegantissima residenza estiva nel punto più alto e panoramico,prospiciente l’intera Valle d’Itria, del tenimento di pertinenza della masseria in agro diLocorotondo, denominata “Parco del Vaglio” (anticamente Parco del Balì o Balivo, in quanto già diproprietà dell’ordine dei Cavalieri Gerosolimitani): accanto al nucleo originario costituito da unagglomerato di una trentina di trulli, sorge, corredata da ampio giardino, l’ottocentesca villapadronale che conserva intatte le sue prerogative originali anche con riguardo all’arredo.Gli appuntamenti: sabato 24 agosto ore 19 - Ferdinando Abbri con "Elisir di lunga vita. Alchimia etrasformazione"3. MASSERIA CAPECE a Cisternino - La masseria Capece alla fine dell’800 fu comprata da Luigi Amatidi Cisternino dalla famiglia Capece Minutolo di Napoli andando a completare l’estensione dellaconfinante masseria Gianecchia, di proprietà della famiglia già dal 1500, acquisendo un agrumeto dinotevoli dimensioni (50×50 m) e il frantoio che mantiene ancora oggi le sue fattezze originali. Lamasseria si compone di vari immobili, un tempo adibiti ad alloggi dei lavoratori e ricoveri per ilbestiame. Caratteristico è l’edificio al centro della corte, con probabile funzione originaria dichiesetta. Nelle immediate vicinanze insistono due corpi, dei quali uno diroccato, l’altro conchiara destinazione a chiesa e arrecante la data del 1739 sulla porta di ingresso; vi è inoltreun’aia con basolato in pietra in buono stato di conservazione. Non distante dalla masseria èpresente anche una zona con antica coltivazione a cava del “filetto rosso” di Fasano, aperta aiprimi del 1900 e attualmente non più attiva.Gli appuntamenti: domenica 25 agosto ore 22.15 - Laura Marchetti e Paolo Panaro con "Roberto DeSimone. Immaginario d'artista" 4. REGIA STAZIONE IPPICA a Martina Franca - Pietro Vito Marinosci, della omonima famiglia dimacellai, aveva la sua rinomata bottega in città e macellava in un edificio che proprio qui portaiscritto il suo nome. Probabilmente fu lo stesso Comune a rilevare l’edificio e ad ampliarlo. LaRegia Stazione Ippica, di proprietà del Comune di Martina Franca, fu istituita con Regio Decretonegli anni Venti, ebbe qui la sua sede, e quasi subito fu destinata alla selezione del cavallomurgese. Nel 1970 passò sotto la giurisdizione dell’Istituto Incremento Ippico di Foggia e fugestita da palafrenieri con deposito di stalloni murgesi. Oggi, sottoposta ai vincoli Valle d’Itriae ai Decreti Galasso, è l’unica stazione ippica rimasta in Puglia. Il complesso attuale si estendeper oltre 2.000 mq, comprende un corpo principale con corte interna, stalle e fabbricatisuccessivamente aggiunti e un vasto terreno di pertinenza.Gli appuntamenti: venerdì 23 agosto ore 22.30 - Giuseppe Plazzi con "Sogno o son desto? Altri modiper dormire bene"sabato 24 agosto ore 19 - Francesca Borri con "Fake news. Ti racconto una storia vera"venerdì 23 agosto ore 21-22.30 | sabato 24 agosto ore 10-23 | domenica 25 agosto ore 10-22 -L'Italia fiabesca di Federico Patellani (mostra)5. CIMITERO VECCHIO a Cisternino - La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli fu edificataall’inizio del XVII secolo, in occasione del decreto borbonico che vietava le sepolture nelle chiesepubbliche, e venne utilizzata per le sepolture fino al 1918, anno in cui il paese si dotò di unnuovo cimitero. Fu allora che la chiesa venne ampliata e circondata da alte mura di cinta. Pregevolel’altare maggiore, realizzato in pietra locale da Mastro Pasquale Simone di Lecce in pietra locale ela collezione di ex voto, di particolare eleganza e originalità.Gli appuntamenti: venerdì 23 agosto ore 20.30 e ore 22.30 | sabato 24 agosto ore 20.30 e ore 22.30 |domenica 25 agosto ore 20.30 e ore 22.45 - Grande cinema all'aperto: ogni sera due film 6. MASSERIA FERRI a Ostuni- Le origini di questa Masseria, sita al confine tra Ostuni e MartinaFranca, risalgono a circa tre secoli fa, quando intorno al 1718 fu concessa la formazione di unappoggio di Masseria, ossia un primo limitato nucleo agro-pastorale, esteso solo 3 tomoli.L’area faceva parte, sin dal basso Medio-Evo, di un vasto feudo ecclesiastico, appartenuto prima aun convento benedettino e poi a un ordine monastico-cavalleresco. Si tratta infatti dell’Abbazia diSan Salvatore di Pecorara, ossia del Monastero e della chiesa rurale omonimi, (ancora a fineSettecento restavano dei ruderi) della cui esistenza si ha notizia dal 1120 e di cui sono pervenutepergamene datate dal 1206 al 1304 contenenti i nomi di tre abati benedettini, soggetta al vescovo diOstuni, e che aveva in dotazione un consistente patrimonio fondiario.Il feudo di San Salvatore fu denominato nel XVIII secolo Difesa di San Salvatore e in dataimprecisata passò poi in proprietà all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (dal 1530 detto Ordinedei Cavalieri di Malta).Nel corso del Settecento, allo scopo di aumentare le rendite, l’ente proprietario preferì cedereparti del feudo in enfiteusi a privati, riscuotendo la decima sui raccolti prodotti: ciò finoall’abolizione del feudalesimo e degli enti ecclesiastici (1806-1809).Nel feudo di San Salvatore, esteso 2449 tomoli -pari 2085 ettari, come testimoniato dallamisurazione del 1797- sorsero 25 masserie, prevalentemente possedute da martinesi.Tra queste la masseria Ferro, intestata al Magnifico Domenico Goffredo detto Ferro da cui derival’attuale toponimo, con una estensione di 60 ettari di terreni “decimali”.Decimali erano detti quei terreni su cui gravava il prelievo della decima parte dei raccolti daparte dell’ente concessionario.Nel 1797, a seguito del matrimonio fra Donna Teresa Goffredo di Donato Antonio e Don Francesco Lelladi Bonaventura , la masseria divenne proprietà della famiglia Lella, che tuttora la possiede.Accanto ai primitivi corpi di fabbrica settecenteschi il loro figlio Donato Lella fece edificare unacomoda casa padronale -datata 1854, come si evince dall’iscrizione sul portale- con adiacentecappella dedicata alla Madonna delle Grazie.Gli appuntamenti: domenica 25 agosto ore 22 - Vincenzo Barone con "Chi ha paura del buio? Dai buchineri all'universo invisibile"7. PARCO ARCHEOLOGICO a EGNAZIA - Le prime notizie di Gnathia risalgono al 1561, quando LeandroAlberti accenna a i vestigi dell’antica città di Egnazia fra cespugli, urtiche e pruni, mentre delsecolo successivo è la prima testimonianza del rinvenimento di sepolture con ricchi corredifunerari. A Francesco M. Pratilli, antiquario e studioso di archeologia, si deve, nel 1745, la primapianta schematica della città in cui sono evidenziati i monumenti allora visibili, tra cui ilcriptoportico e la necropoli litoranea. La prima descrizione delle strutture antiche è contenuta,invece, nell’opera di Ludovico Pepe del 1882, interamente dedicata ad Egnazia, dove viene per laprima volta denunciata la pratica dello scavo clandestino. Anche per arginare questo fenomeno,Quintino Quagliati, Direttore dell’Ufficio scavi e del Museo Nazionale di Taranto, dà inizio allafine del 1912 alle ricerche ufficiali, durate per tutto il 1913, su una lunga fascia che da Nordcomprende parte della piazza mercato, un tratto della via Traiana, il settore residenziale a Suddella strada e la basilica meridionale. Indagini sistematiche hanno interessato la città dal 1963 al1971 a cura degli Uffici ministeriali preposti alla tutela. A partire dal 2001, un programma diricerca del Dipartimento di Scienze dell’Antichità e del Tardoantico dell’Università degli Studi diBari Aldo Moro, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia della Puglia, haindagato sistematicamente la piazza mercato, il quartiere a Sud della via Traiana, la basilicaepiscopale, l’area dell’acropoli e ha evidenziato per la prima volta il settore a Sud del foro conle terme.Gli appuntamenti: sabato 24 agosto ore 10.30 - Marcello Dentico con "Quattro passi nella storia"
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